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«Minacce di morte? Solo provocazione»

«Ma quale minaccia di morte, la mia era solo una provocazione». Davide D’Alessandro, protagonista durante l’ultimo consiglio comunale di un vivace battibecco col collega Guido Giangiacomo, corregge il tiro. «Pensare che io possa minacciare qualcuno di morte, aspettandolo magari sotto casa, è assurdo. Mi piacciono le provocazioni, farle e riceverle», precisa il consigliere, «se dico che forse non mi ricandiderò per i prossimi vent’anni, fino a quando Giangiacomo sarà in vita, e lui mi interrompe di nuovo chiedendomi se gli concedo fino a 68 anni, io rispondo che morirà prima, magari per mano mia, se non la smette. Spero che la Procura abbia tempo per occuparsi di cose più serie, tipo la criminalità dilagante, senza dimenticare i nomi dei vincitori dei bandi comunali che indovino sempre con largo anticipo».

Fin qui il consigliere comunale. L’episodio, però, potrebbe avere in ogni caso uno strascico giudiziario dal momento che il dirigente del Commissariato di Polizia, il vice questore aggiunto Alessandro Di Blasio, ha chiesto al Presidente dell’assise civica, Giuseppe Forte, il verbale della seduta, probabilmente su delega della Procura. Evidentemente la magistratura, tanto invocata dall’opposizione per altre vicende amministrative, vuole verificare se ci sono ipotesi di reato per le quali procedere penalmente.

“Gli atti, non appena trascritti, verranno trasmessi al Commissariato” conferma Forte, che nei giorni scorsi non ha esitato a censurare quanto accaduto.

Anna Bontempo

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