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Fondazione Padre Alberto Mileno: “Ridare speranza al futuro”

Gentilissimo Direttore Generale, come Lei ben sa, finalmente il 22.12 u.s. dopo tante lungaggini e ripetute sollecitazioni siamo stati ricevuti, per una verifica relativa ai crediti che la Fondazione P.A.M. vanta nei confronti dell’A.S.R.E.M.. I crediti sopra citati, a detta della Fondazione, nel tempo sono talmente lievitati da metterla nelle condizioni di non poter scontare più le fatture in banca per ottenere anticipazioni di cassa, per cui i dipendenti dal mese di agosto non riescono a percepire regolarmente lo stipendio, accumulando addirittura due mensilità più la tredicesima.

L’incontro sin dall’inizio ci era apparso molto proficuo e sebbene, più volte, Lei abbia sottolineato alcune incongruenze rispetto alle aspettative della Fondazione, come sindacato, nel corretto ruolo di super partes, preso atto di quanto Lei sosteneva in netto contrasto con i dati in nostro possesso, abbiamo responsabilmente auspicato un urgente incontro chiarificatore tra le parti contendenti, al fine che queste discordanze venissero definitivamente chiarite fino a trovare soluzioni condivise. Ad ogni modo la nostra proposta è stata accolta favorevolmente, tant’è vero che, da subito, si è reso disponibile ad incontrare la Direzione della Fondazione entro la fine di gennaio u.s..

Ci dispiace rilevare che, a tutt’oggi, non è stato onorato l’impegno preso, da parte di un rappresentante di un delicato settore delle istituzioni, quale la sanità, lasciando inalterato il problema sostanziale fino ad aggravare ulteriormente la già pesante situazione, con conseguenze drammatiche per l’utenza e i lavoratori che si vedono ignorare le legittime speranze. Siamo ancora convinti che in questo contesto particolarmente difficile della nostra realtà, è opportuno confrontarsi, tuttavia ci chiediamo e le chiediamo come mai rispettando i valori della correttezza e della trasparenza o percorrendo le vie istituzionali non si riesce ad avere risposte chiare; per quale motivo bisogna ricorrere a manifestazioni di piazza o altro per risolvere certe inadempienze, nonché il mancato rispetto del notorio patto tra galantuomini.

Noi, come sindacato e lavoratori, come già detto siamo al di sopra delle parti, non vogliamo parteggiare o andare contro nessuno, vogliamo solo che si faccia chiarezza e che nell’immediato si possa addivenire ad un percorso condiviso che risolva il pregresso; evitando contenziosi inutili e costosi che si riversano sulla già flagellata comunità. Attendiamo che sia dato corso con urgenza alla promessa data, solo così si potrà ridare speranza al futuro e continuare ad operare tranquillamente in sinergia per portare avanti la nostra missione.

Cordialità.

Domenico Fecondo
Camillo Di Felice
Segreteria Aziendale UIL FPL

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