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Mancato ricorso al Consiglio di Stato, D’Alessandro presenta un’interrogazione

incontro cultura - 47 - d'alessandroDopo la conferenza stampa tenuta la settimana scorsa da Rocco Pugliese Eerola, che si è visto “soffiare il posto” di direttore artistico del Teatro Rossetti da Raffaele Bellafronte, dopo la riammissione stabilita dal Tar, che ha accolto il ricorso dello stesso Bellafronte contro la decisione della commissione di escluderlo dalla prova orale della selezione, la vicenda torna in Consiglio comunale attraverso un’interrogazione presentata dal consigliere comunale indipendente Davide D’Alessandro, volta a chiarire l’interrogativo emerso anche in sede di conferenza stampa: perché il Comune di Vasto “si è arreso” al verdetto del Tar, senza procedere con un ricorso al Consiglio di Stato?
“Considerato che il vicesindaco Vincenzo Sputore, – ricorda D’Alessandro – aveva dichiarato: ‘La procedura per la nomina del nuovo direttore artistico del Teatro Rossetti è chiara, legittima e trasparente. L’Ufficio Cultura del municipio ha sempre operato nella massima trasparenza e nel rispetto delle leggi, non abbiamo nulla da nascondere, l’allarmismo e i modi rozzi di certa opposizione nuoce a chi la fa e non certamente a chi svolge il proprio dovere con onestà e integrità. Possiamo essere giudicati come amministratori per scelte non condivise, ma nessuno può permettersi di mettere in dubbio la correttezza, l’onestà e l’integrità dell’apparato politico e amministrativo del Comune'” e “preso atto che a mettere non in dubbio, ma ad acclarare almeno la non correttezza del Bando (non scomodo, né mi permetto di dire la non onestà e la non integrità, che sono parole grosse) è stato il Tar (non so se con allarmismo e modi rozzi) e non certa opposizione”, D’Alessandro interroga il sindaco Lapenna per sapere “per quale motivo la sua Amministrazione (dopo la sconfitta subita presso il Tar, non avendo nulla da nascondere e ritenendo la procedura del Bando chiara, legittima e trasparente, oltre ad essere convinta di svolgere il proprio dovere con onestà e integrità) ha preferito arrendersi a quel verdetto? Perché, dopo aver accolto quel verdetto come ingiusto, non ha inteso fare Ricorso al Consiglio di Stato per difendere il proprio operato ed ottenere finalmente giustizia?”.
La risposta, presumibilmente, durante il prossimo Consiglio comunale.

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