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Giovane autistico, la Regione approva una risoluzione che ne consentirà l’assistenza 24 ore su 24

Consiglio regionaleAveva suscitato non poche polemiche il caso del giovane 22enne vastese affetto da una grave forma di autismo che lo induce ad atti di violenza verso i propri familiari e di autolesionismo che necessita di cure e assistenza continue 24 ore su 24 che solo un centro specializzato è in grado di garantire. Invece, non esistono attualmente in Abruzzo strutture residenziali che possano accudire pazienti affetti da autismo tutto il giorno, così la famiglia è ricorsa anche alla mobilità passiva, per far assistere il giovane in altre regioni, ma le liste d’attesa sono lunghissime e il ragazzo si trova ancora a fare mezza giornata alla Fondazione Cireneo di Lanciano e l’altra parte assistito in famiglia.

Ed è stata proprio la madre di Giuseppe, Luciana, a rivolgersi all’avv. Angela Pennetta per sollevare la questione ed alzare un grido d’aiuto talmente assordante che neanche le istituzioni sono riuscite a non sentire. Dopo che l’avv. Pennetta ha sollecitato anche con toni accesi l’intervento dell’assessorato regionale alla Sanità, è stato il consigliere regionale vastese Pietro Smargiassi (M5S) a raccogliere la sfida di portare direttamente all’interno dell’Emiciclo il caso con una risoluzione con la quale si chiedeva alla Regione di trovare una sistemazione anche extraregionale sostenendone i costi.

Il documento, sottoscritto da tutti i consiglierei grillini, Marcozzi, Bracco, Mercante, Ranieri e Pettinari, dai forzisti Febbo, Sospiri, Iampieri e Gatti, da Di Dalmazio (Abr. Fut.), D’Ignazio (NCD) e Mariani (Pd), è stato approvato ieri sera all’unanimità.
Nel testo della risoluzione, protocollata il 20 novembre scorso, si legge che

“si impegna il presidente della Giunta regionale, il Commissario ad acta per la Sanità, l’assessore regionale alla Sanità e la Giunta regionale a dare impulso alle Asl di questa regione affinché addivengano a un accordo con altre Asl di fuori regione per consentire a tutti i soggetti con patologie simili per gravità negli effetti al caso summenzionato di essere temporaneamente accolti in altre strutture che svolgono servizio assistenziale in forma 20 ore su 24 così come già avvenuto…”

Insomma, con l’approvazione del documento, che speriamo trovi attuazione in tempi brevi, la vicenda di Giuseppe apre spiragli non solo sul suo futuro, ma anche su quello di eventuali altre persone affette da forme analoghe difficilmente gestibili.

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