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Vasto, segni di cedimenti nel portale della chiesa di San Pietro

Portale San Pietro1Vasto nell’abbandono. Abbiamo scritto sull’edificio ex asilo “Carlo Della Penna”, dimenticato dall’Amministrazione comunale. Ci siamo interessati del palazzo “Genova Rulli” che da polo culturale è diventato albergo per topi. Oggi puntiamo la nostra attenzione sul portale dell’antica chiesa di San Pietro che evidenzia preoccupanti segni di cedimento. La chiesa di San Pietro Apostolo è stata demolita nel 1976 a causa della frana che sconvolse il settore orientale della città. A ricordo di quella chiesa resta, in tutto il suo splendore, il portale dal quale, hanno accertato gli esperti, si staccano dei frammenti, tanto che si rende indispensabile interdire lo spazio circostante, per evitare possibili danni ai passanti e ai turisti che si affacciano su via Adriatica per ammirare la stupenda visione della spiaggia di Marina di Vasto.

Certo, per una strana predestinazione, pare che il tempo non intenda concedere pace neppure a quel che resta della Chiesa di San Pietro, perseguitata da numerose  sciagure e sventure sin dai tempi lontani. Non ci è possibile stabilire quali furono le origini della costruzione. Certo è, per averlo appreso da antichi documenti e dai ruderi affiorati dagli scavi, che nella zona sottostante al Muro delle Lame un tempo sorgevano numerosi templi e molto famosi, quali, fra l’altro, quello di Giove, chiamato Campidoglio. Il tempio di Cecere sorgeva ove era la Chiesa di San Pietro. Ciò è provato da fatto che il 20 agosto 1794, rifabbricandosi una parte del muro della chiesa, fu rinvenuta una testa di donna in marmo, di fattura greca, alcuni anelloni di metallo antico, pezzo di vetro colorato e numerose iscrizioni. Con l’avvento della religione cristiana, il tempio greco venne convertito al culto della religione di Cristo e, nella prima metà del IX secolo, vennero trasformate le strutture in stile romanico.

Il tempio diede asilo a Papa Alessandro III quando, il 7 febbraio 1177, essendo in viaggio per Venezia per trattare la pace con Federico Barbarossa, colpito da tempesta, dovette sbarcare  in prossimità della chiesetta di San Nicola della Meta, ove era l’antico porto di Guasto Aymone. Pio VI concesse alla Chiesa il giubileo annuo che si celebra la terza domenica di gennaio. Se il tempo e l’evoluzione dei costumi hanno contribuito alla trasformazione della  chiesa di San Pietro, una ben più triste calamità si è aggiunta per minarne la stabilità: la frana. Di questa chiesa, un autentico gioiello, resta a memoria il portale che l’apatia dei nostri amministratori civici stanno mettendo a serio rischio.

Giuseppe Catania

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