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Olio d’oliva: produzione giù del 50 per cento, bassa qualità e prezzi alle stelle

Olio 600x200È un’annata difficile, quella del 2014, per gli olivicoltori abruzzesi. Gli alberi di ulivo sono letteralmente spogli, poco raccolto e neanche di alta qualità. Secondo le stime della Coldiretti la produzione scenderà di oltre il 50%, mentre, per la presenza della mosca olearia che altera l’acidità del prodotto, la qualità dell’olio non è assolutamente da paragonare a quella dell’anno scorso. Ovviamente, sale il costo dell’olio: per un litro viene chiesto anche dieci euro. L’anno scorso, l’Abruzzo, con una produzione di circa ventimila tonnellate di olio,  si è attestato al quinto posto tra le regioni d’Italia per la maggior produzione. Va ricordato che nella nostra regione vi sono circa quattrocento frantoi, 42 mila ettari di terreno coltivato a ulivi e 54.000 aziende che operano nel settore.

Ma come mai quest’anno la mosca ha rovinato il raccolto? Secondo la coldiretti le motivazioni vanno ricercate nella pioggia eccessiva che ha favorito la proliferazione dell’insetto. Gli esperti meteo dicono che, in Abruzzo, nel mese di luglio è piovuto 23 giorni su 31, e la media di umidità è stata di gran lunga superiore alla normalità. Alberto Bertinelli, direttore della Coldiretti, dice: “Stiamo valutando la possibilità di chiedere alle autorità competenti lo stato di calamità naturale”.

Sulla stessa linea d’onda anche la Copagri: “Il comparto olivicolo sarà quello che maggiormente pagherà dazio in quest’annata agraria disastrosa per l’economia rurale della nostra regione. Le perdite produttive mediamente si stanno attestando intorno al 50% e la qualità dell’olio prodotto, salvo pochissime rarità locali, è scadente. Le cause sono note perché legate al cattivo andamento climatico stagionale che ha favorito l’attecchimento della mosca e, per quanti sono riusciti a drenarne l’invasività con mirati e ripetuti trattamenti fitosanitari, la qualità finale dell’olio ne risulta gravemente compromessa perché alti sono i residui nocivi che vi restano.

Di fronte a questo disastro alto sarà il costo medio di mercato dell’olio extra vergine d’oliva ma con una quantità complessivamente scarsa ed una qualità più bassa rispetto alle ultime annate”.

Se Coldiretti si appresta a chiedere lo stato di calamità per il settore, Copagri Abruzzo ha di recente formalizzato una proposta all’assessore regionale all’Agricoltura, Dino PEPE, di farsi carico di velocizzare le procedure per superare i tre attuali consorzi di tutela dell’olio D.O.P (Denominazione di Origine Protetta) che sono: “Colline Teatine” a Chieti, “Aprutino – Pescarese” a Pescara, “Colline Petruziane” a Teramo; questo perché l’istituzione di un’unica D.O.P. regionale dell’olio d’oliva extra vergine si ritiene che possa essere un valido presupposto  per aggregare le aziende olivicole che producono per il mercato in un ottica di semplificazione  favorendo la promozione delle produzioni di eccellenza e di qualità. A supporto di questa richiesta interviene anche quanto contenuto dalla “nuova P.A.C.” (Politica Agraria Comunitaria) 2014/2020 che, per la nostra regione, favorisce il sostegno diretto ai soli produttori olivicoli che hanno superfici iscritte negli albi delle D.O.P.,  I.G.P. e  Biologiche certificate.

“Inoltre – afferma Camillo D’amico, vice presidente vicario di Copagri Abruzzo – è sempre più necessario produrre delle politiche di assistenza tecnica a supporto delle aziende olivicole affinché adottino tecniche colturali meno invasive e di maggiore rispetto dell’ambiente e del prodotto così da migliorare decisamente la qualità  finale che potrà spuntare prezzi vantaggiosi sul mercato.

Per fare questo è necessario  un vero e partecipato “gioco di squadra” tra i tecnici delle associazioni olivicole impegnati nel territorio per i progetti comunitari di miglioramento della qualità dell’olio d’oliva ( Reg. UE 867/08 s.m.i.) ed una parte di quelli ex ARSSA potrebbe essere una valida carta vincente.

Ovviamente tutto questo fa parte di una nuova politica di lungo respiro da adottare presto e bene nel settore olivicolo che, ci auguriamo, la regione Abruzzo voglia mettere presto in campo”.

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