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Il governatore D’Alfonso a confronto con gli operatori turistici abruzzesi

Vasto MarinaIl pesante bilancio negativo registrato dal settore turistico abruzzese secondo i dati snocciolati da Fab e Confesercenti pone gli operatori e la politica dinanzi all’obbligo di fare delle scelte e rilanciare l’offerta di una regione che ha perso la sua attrattività. Quest’oggi il governatore dell’Abruzzo Luciano D’Alfonso, che ha tenuto per sé la delega al Turismo, ha chiamato, nel pomeriggio, a raccolta tutti gli operatori turistici, individuando il cosiddetto Consiglio regionale del turismo, quale “luogo permanente di confronto sui progetti da concretare”. D’Alfonso ha chiesto di “stabilire con rigore che così non va sul piano dell’attrattiva turistica: 60 milioni di pensionati americani vorrebbero trascorrere del tempo in Abruzzo questo ci convoca a preparare questa regione sul piano dell’accoglienza”.

Il Presidente, però, ha più volte ribadito la nettezza dei ruoli in campo: quello istituzionale che recupera risorse, elabora le norme, e quello degli operatori “chiamati ad essere creativi”, a “costruire una notorietà”, come è anche accaduto in Puglia. Inoltre, ha poi ricordato i passi fondamentali compiuti nei suoi primi cento giorni di Governo in favore del comparto: anzitutto la balneabilità del mare, grazie ai 171 milioni di euro per l’efficientamento della depurazione, quindi la “concentrazione” per i contratti di fiumi perché questi siano “elemento di potenza e di preferibilità per l’Abruzzo”, poi la pista ciclopedonale e la banda ultra larga che toccherà anche i comuni di montagna. In effetti i numeri citati dal Servizio Turismo della Regione non sono positivi neppure per quanto riguarda web e social, i maggiori canali di interlocuzione del turista verso la sua meta turistica; quindi è necessario impostare una strategia on line per l’Abruzzo.

Sebbene l’Abruzzo sia stata la prima regione a disciplinare l’aggregazione nel turismo, facendo una “scelta di politica industriale”, allo stesso tempo è necessario “utilizzare l’attuale modello ereditato dal passato”, ha detto il Presidente. Se più in generale gli arrivi internazionali crescono, il Mediterraneo è la top destination con il 20 per cento dei flussi mondiali. Cresce il turismo specializzato legato all’arte e all’archeologia: è il 30 per cento della domanda globale, mentre è in diminuzione il turismo balneare. Cresce anche il turismo di nicchia, quello legato al folklore, ai festival letterari. In conclusione, nella visione futura del governo regionale per l’Abruzzo i potenziali luoghi di attrazione sono l’Australia, Israele, il Brasile, il Centro e l’Est Europa. “Rispettando l’Europa – ha concluso il Presidente – dobbiamo sostenere la vita di chi intraprende. Noi ci mettiamo i soldi, drenati dai progetti, ma vogliamo rendere voi protagonisti”.

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