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“Lu Furnarille”, una delle dolcerie più rinomate di Vasto

Oggi Lu Furnarille è una delle delle dolcerie più rinomate di Vasto, che confeziona dolci tipici locali coniugando la tradizione con l’innovazione. “La nostra priorità è mantenere i processi di preparazione artigianali dando un tocco di originalità alle ricette; così è nata anche la reinterpretazione del Pandolce Aragonese” afferma Giuseppe Del Frà, titolare dell’attività. Accanto alle varianti dettate dall’estro dei mastri dolciari, mostaccioli, bocconotti, caggionetti, tarallucci e molte altre delizie sono fatte secondo la tradizione. “È stata mia madre” racconta Del Frà “a decidere d’investire più sui dolci e l’iniziativa ha avuto  grande successo”.  Il nome “Lu Furnarille” in dialetto vastese significa “piccolo forno”; in  origine, infatti, la dolceria era un panificio che fu aperto a fine Ottocento da Michele Del Frà, il trisnonno dell’attuale proprietario. L’attività proseguì con Giovanni Del Frà che nel 1925 iniziò a specializzarsi anche nella preparazione dei dolci e, successivamente, con Antonio Del Frà, padre di Giuseppe e infine con l’attuale proprietario… insomma la produzione dolciaria Del Frà è una vera e propria arte di famiglia che ha attraversato le generazioni, adattandosi al cambiamento dei tempi. Ieri, come ricorda benissimo Giuseppe del Frà, le casalinghe vastesi del centro storico, in occasione delle grandi feste, si recavano dallo Furnarille per infornare e cuocere i loro dolci, oggi quella stessa genuinità è garantita al vastese a al turista dalla produzione artigianale del Furnarille.

La delizia consigliata da Lu Furnarille: CIAMBELLA DI RICOTTA

Per la pasta: 350 gr.di farina “00”  Per il ripieno: 600 gr. di ricotta vaccina, 100 gr. di zucchero, 5 uova, buccia di un  limone grattugiato, ½ bustina di lievito.

Procedimento: Su una spianatoia versare la farina a fontana; nel centro mettere tutti gli ingredienti. Impastare fino ad ottenere un impasto ben liscio, formare una palla, coprire con la pellicola e lasciar riposare mentre si prepara il ripieno. Separare gli albumi dai tuorli; montare gli albumi a neve fermissima e separatamente i cinque tuorli con lo zucchero. Aggiungere ai tuorli e allo zucchero la ricotta e continuare a mescolare con un frullatore. Dopo aver amalgamato la ricotta, aggiungere la scorza di limone grattugiata e la mezza bustina di lievito. Poi aggiungere delicatamente gli albumi montati mescolando con un cucchiaio di legno dall’alto verso il basso senza far smontare il composto. A questo punto stendere la sfoglia con un matterello, foderare uno stampo  di diametro 22 precedentemente imburrato e infarinato, lasciando i bordi sporgenti fuori. Poi distribuire il ripieno e richiudere la sfoglia ripiegando i bordi in modo che faccia da coperchio, ma senza premere e lasciando un po’ di vuoto in mezzo in modo tale da permettere il rigonfiamento in cottura. Infornare a 180° (in un ripiano medio-basso) per un’ora o più, fino a quando i soffioni sono ben gonfi e cominciano a cambiare colore. Far raffreddare su una graticola e spolverizzare con zucchero a velo.

Nausica Strever

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