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Provincia: è partita la corsa alla Presidenza e si agitano le acque nel PD

DEMANIO: PALAZZO DELLA PROVINCIA E DELLA PREFETTURA DI CHIETIComincia ad infuocarsi la corsa alla presidenza della Provincia di Chieti per cui gli amministratori locali saranno chiamati ad esprimere il proprio voto il 12 ottobre prossimo. Tra i nomi dei papabili candidati, lo si dice da tempo, figurerebbe anche quello del sindaco di Vasto Luciano Lapenna, ma proprio nel suo partito di appartenenza, il Partito Democratico, cominciano le prime scaramucce.

Nei giorni scorsi era stato Camillo D’Amico, ex capogruppo dei democrat a corso Marrucino, a reclamare un ruolo per sé e/o per quella frangia del PD che per anni ha lavorato all’opposizione del centrodestra.

“Credo e ritengo non dobbiamo chiedere esclusività ma rispetto e considerazione del duro lavoro che abbiamo svolto verso la quale s’unisca  un concreto riconoscimento politico per incarichi che s’annunciano gratuiti e di breve durata – ha scritto D’Amico, che, poi ha aggiunto –  Credo e ritengo si possa trovare il giusto equilibrio tra innovazione e continuità nella costituzione dei nuovi organi provinciali nel necessario e doveroso rispetto della rappresentanza territoriale. Credo e ritengo non si possa non tenere a mente e nella necessaria considerazione il duro e proficuo lavoro svolto dal P.D. e dal Centro – Sinistra alla provincia di Chieti immaginando una squadra ampia che faccia sì che l’ottenimento della maggioranza dei consensi, il prossimo 12 Ottobre, ricada su noi e non al Centro – Destra desideroso di rivincita dopo la batosta  subita alle regionali scorse del 25 Maggio 2014. Credo e ritengo che il P.D. debba avere un atteggiamento aperto, generoso ed inclusivo guardando ai meriti sudati sul “campo” e non certo rincorrendo equilibri che potrebbero solo nuocere. Mi aspetto, da parte di tutti Voi in indirizzo, una riconsiderazione del lavoro da Noi svolto in cinque anni di opposizione e minoranza alla provincia di Chieti  ed una maggiore attenzione che, sinora,  per nulla è stato avvertito”.

Nel PD, però, ecco spuntare anche la candidatura di Antonio Tamburrino, sindaco di Montenerodomo, che ha già incassato il sostegno di Palmerino Fagnilli, primo cittadino di Pizzoferrato, che, anzi, ne è diventato un vero e proprio sponsor. In una nota Fagnilli scrive “Antonio Tamburrino è sindaco di un piccolo Comune delle zone interne, già consigliere e assessore dello stesso, quindi assessore della Comunità Montana di Quadri, Componente del CdA dell’Ente d’Ambito delle Acque, Assessore alla Viabilità, Caccia e Pesca e Zone Interne (delega di nuova istituzione), della Provincia di Chieti. Da ultimo Consigliere provinciale uscente. Questi elementi, insieme ad altri, come per esempio l’essere sindaco di Montenerodomo ad inizio mandato, – evidenzia il primo cittadino di Pizzoferrato – sono requisiti e garanzie circa la durata dell’incarico, la conoscenza dell’Ente, del territorio e delle sue problematiche”.

“La presidenza di Antonio Tamburrino, per le zone interne della Provincia di Chieti e per l’intero territorio provinciale – spiega ancora il sindaco di Pizzoferrato – è un’occasione d’oro, in quanto l’articolazione politico-amministrativa dell’intera Provincia si giocherà proprio nella tenuta di questi territori. Un esempio è il Progetto strategico per le aree interne che coinvolge 33 Comuni dal Sangro-Aventino fino al Sinello a cui il territorio delle zone interne è candidato per la Regione Abruzzo. Ma a tal fine ci vogliono forze politiche, competenze e uomini di provata esperienza politico-amministrativa alla  guida di un Ente che come prospettiva ha lo scioglimento”.

“Proprio su questa condizione di incertezza dell’Ente si è giocata la partita del degrado della governante della Provincia di Chieti.

Strade chiuse e dissestate, scuole in stato d’abbandono, funzioni delegate demotivate,  delineano la necessità di individuare un profilo di amministratore in grado di riaprire strade, (come ad esempio quella del bosco S.P. 164 Pizzoferrato-Gamberale-Palena-Roccaraso); o che dia ad un Istituto Alberghiero come quello di Villa Santa Maria una dimensione di e da “College”; o che dia al Catasto, o all’Ops, o ai Centri per l’Impiego senso e dignità delle proprie funzioni e servizi”.

Insomma, è partita la corsa alla successione di Enrico Di Giuseppantonio che, però, non è affatto intenzionato a lasciare facilmente quella poltrona che ha occupato in questi anni e che, in caso di riconferma, occuperebbe per i prossimi cinque.

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