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“La Casa di riposo Sant’Onofrio non deve chiudere”

incontro-m5s - 17“Non ci interessano gli scaricabarile, Sant’Onofrio resti aperta”. Questa la posizione, senza troppi giri di parole, del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Pietro Smargiassi, che sulla paventata chiusura della casa di riposo tiene a precisare “due cose che ci interessano poco e altre due che invece ci stanno a cuore”.
Tra le cose “poco interessanti”, per Smargiassi c’è senz’altro la ricerca delle colpe: “Stiamo assistendo al tradizionale scaricabarile delle responsabilità politiche a cui i partiti ci hanno abituato, fra chi accusa la precedente Giunta Chiodi e chi se la prende con l’amministrazione comunale del sindaco Lapenna. C’è solo da stendere un velo pietoso”. Allo stesso modo per il rappresentante del M5S in Consiglio regionale risultano di scarso interesse anche i “dettagli tecnici” per cui la struttura adesso si trova a rischio chiusura, in considerazione del fatto che “se c’è la volontà politica di farlo, adeguare la struttura e mantenerla funzionante è possibile”.
Al contrario, “ci interessa invece molto che oltre cinquanta anziani restino senza assistenza e che diciassette operatori rischino il posto di lavoro. Ci interessa molto che in Abruzzo continui la desertificazione dei servizi pubblici, uno a uno sterminati dalle scelte politiche dei partiti di centrodestra e centrosinistra. Pensiamo in particolare alla demolizione dei servizi a Vasto e nel medio e alto Vastese, – sottolinea Smargiassi – con il recente taglio della guardia medica di Celenza sul Trigno, con la soppressione del tribunale di Vasto soltanto prorogata, con la riforma Chiodi dei Consorzi industriali che ha disposto la chiusura di sette enti fra cui il Coasiv di Vasto (nonostante i bilanci in attivo), con i tagli ai trasporti pubblici ferroviari (-21% in Abruzzo nel 2013, i pendolari vastesi ne sanno qualcosa), con lo smantellamento dell’ospedale di Gissi. E il triste elenco potrebbe lungamente continuare. Non c’è poi da meravigliarsi se i cittadini scappano: dal 2002 al 2012, i dati Istat parlano di circa 3.000 residenti che hanno abbandonato il medio e l’alto Vastese. È stato come distruggere un paese al rallentatore. Da Gianni Chiodi siamo passati a Luciano D’Alfonso, ma l’indirizzo politico è identico: tagli selvaggi e irrazionali su ogni tipo di servizio. A chi non possiede risorse personali per rivolgersi a servizi privati non resta che arrangiarsi o fuggire”.
In conclusione l’invito al presidente della Regione: “In campagna elettorale D’Alfonso ha promesso di proteggere le fasce più deboli. Adesso ha un’occasione di dimostrarlo con i fatti. Noi del M5S lo diciamo da quando siamo nati: nessuno deve rimanere indietro, a maggior ragione se si tratta dei nostri anziani, cioè dei nostri genitori e dei nostri nonni. Ci opporremo con tutte le nostre forze alla chiusura di un servizio pubblico essenziale come la casa di riposo Sant’Onofrio”.

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