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Alfonso Mercogliano si è dimesso

Mercogliano_AlfonsoUna striminzita nota diffusa da Palazzo di Città annuncia che “L’Avv. Alfonso Mercogliano – dirigente del Settore Servizi Interni del Comune della Città del Vasto – ha rassegnato le proprie dimissioni nelle mani del Sindaco Luciano Lapenna a seguito della sentenza di condanna inflitta a suo carico, in primo grado, dal Tribunale di Vasto.

Il Sindaco della Città del Vasto, nel riconfermare piena fiducia e solidarietà all’Avv. Alfonso Mercogliano, si riserva ogni decisione in merito pur prendendo atto della normativa vigente”.

Erano stati ancora una volta i consiglieri di minoranza Massimo Desiati, Davide D’Alessandro, Etelwardo Sigismondi, Andrea Bischia e Antonio Monteodorisio ancora stamane a sollecitare il primo cittadino ad adottare un provvedimento di rimozione dagli incarichi del dirigente comunale.

In data 8 agosto scorso, infatti, i Consiglieri comunali avevano inviato al Sindaco di Vasto la seguente nota:

“Oggetto: Decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39.

Egregio Signor Sindaco,

per la normativa in oggetto indicata e relativa all’ “Inconferibilità di incarichi in caso di condanna per reati contro la pubblica amministrazione”, anche al fine di tutelare l’ente da terzi, siamo a chiederLe di verificare la necessità di provvedere, con atti conseguenti e per il caso specifico evidenziatosi nei giorni scorsi, al rispetto dell’Art 3 co 1: “A coloro che siano stati  condannati,  anche  con  sentenza  non passata in giudicato, per uno dei  reati  previsti  dal  capo  I  del titolo II del libro secondo del codice  penale,  non  possono  essere attribuiti: (… omissis)” >>

L’omissis recita:

a) gli incarichi amministrativi di vertice nelle amministrazioni statali, regionali e locali;

b) gli incarichi di amministratore di ente pubblico,  di  livello nazionale, regionale e locale;

c) gli  incarichi  dirigenziali,  interni  e  esterni,  comunque denominati, nelle pubbliche amministrazioni, negli  enti  pubblici  e negli enti di  diritto  privato  in  controllo  pubblico  di  livello nazionale, regionale e locale;

d) gli incarichi di amministratore di ente di diritto privato  in controllo pubblico, di livello nazionale, regionale e locale;

e) gli incarichi di direttore generale, direttore  sanitario  e direttore amministrativo nelle aziende sanitarie locali del  servizio sanitario nazionale.

A tutt’oggi, in riferimento a quanto sopra richiamato, nessun provvedimento è stato adottato nei confronti dell’Avv Alfonso Mercogliano, Presidente del CdA della Pulchra Ambiente spa e Dirigente del Settore Servizi interni del Comune (Amministrazione e Finanza, Tributi, Personale, Patrimonio e Demanio), il quale si trova nelle condizioni di cui all’art 3 co 1 del citato decreto legislativo.

Da notizie trapelate, sembrerebbe che l’Avv Mercogliano abbia, nei giorni scorsi, già manifestato al Sindaco la propria volontà di rinunciare a detti incarichi. Se tale circostanza dovesse trovare conferma, ma anche in caso contrario, non si comprenderebbero i motivi del ritardo nel procedere di conseguenza da parte del Sindaco e da parte del Responsabile della prevenzione della corruzione del Comune, nella persona del Segretario generale, la quale si avvale della collaborazione dell’ufficio per i procedimenti disciplinari (UPD) al fine dell’attuazione del “Codice di comportamento”.

Nel prendere atto della mancata risposta del Sindaco alla nostra richiamata nota e della mancanza di provvedimenti d’istituto atti a sanare la descritta situazione di contrasto con la legge, siamo a chiedere l’applicazione delle citate norme, l’immediata revoca dell’incarico di componente del CdA Pulchra Ambiente spa del suo Presidente Avv Mercogliano e, in attesa del secondo grado di giudizio per la vicenda giudiziaria che l’ha coinvolto e che pur potrebbe riformare la sentenza di primo grado, la sua sospensione da Dirigente del Settore Servizi interni del Comune”.

Mercogliano, che dovrà affrontare gli ulteriori gradi di giudizio, ha voluto tagliare la testa al toro e dando seguito alle indiscrezioni emerse già nei giorni scorsi si è dimesso. Un atto che potrebbe agevolare anche il cammino del Bilancio di previsione 2014.

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