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Ancora tensioni tra Polizia municipale e amministrazione

Walter Falzani
Walter Falzani

Se la musica non cambia, nel teso rapporto tra amministrazione comunale e Diccap, il sindacato di Polizia municipale, nella prossima assemblea che si terrà a fine mese saranno valutate azioni quali lo sciopero e addirittura una manifestazione di livello regionale da tenersi proprio a Vasto, perché “in tutte le realtà ci sono piccoli o grandi problemi da affrontare in sede di vertenze sul lavoro, ma solo a Vasto accadono certe cose”.
Ad annunciarlo il coordinatore regionale Diccap, Walter Falzani, durante la conferenza stampa tenuta stamane insieme a Luigi La Verghetta, vicecoordinatore regionale, Roberto Calvano, coordinatore territoriale e Antonio Di Lena, Rsu Diccap.
Falzani ha ricordato i punti in discussione ancora aperti con l’amministrazione comunale e ha denunciato l’atteggiamento di chiusura al dialogo dello stesso governo cittadino. Temi del contendere i tagli, la questione sicurezza sul lavoro e alcune ingerenze mal sopportate dal sindacato: “Il comandante, per legge, è l’unico che può attuare gli indirizzi del sindaco, invece ci sono delle vere e proprie invasioni di campo da parti di alcuni dirigenti che, senza alcun titolo, vogliono dare indirizzi al comandante della Polizia municipale”. Il riferimento, naturalmente, è alle disposizioni firmate per il turno notturno, per il quale il Diccap denuncia pressioni che sarebbero state fatte dall’amministrazione comunale ai danni del comandante: “Andremo a fondo alla vicenda – assicurano dal sindacano – e chiederemo che chi di dovere indaghi”.
Ma non è certo questo l’unico punto critico rilevato dal sindacato di Polizia Municipale: “Manderemo alla Procura anche gli atti che avrebbe già dovuto mandare il sindaco”. In questo caso, la questione è relativa alla sicurezza e ai tagli delle indennità di rischio e disagio: “È inconcepibile che prima ci armano e poi ci vengono a dire che il nostro non è un lavoro a rischio” ha sbottato il tenente Di Lena, Rsu Diccap. “Così come non è comprensibile come operai del comune abbiano la reperibilità e a noi ce la tolgono. Come può essere considerato più esposto a urgenze un tipo di lavoro come quello, rispetto ai compiti sulla sicurezza?”.
E Di Lena ne ha anche per chi sollevava il problema dei troppi tenenti in ufficio e pochi agenti per strada: “Sostanzialmente sono 8 i tenenti nel corpo di Polizia municipale di Vasto, ma pure fossero 12, come pretende qualcuno, in una città come Vasto, che normalmente dovrebbe avere 58 unità, mi dite come fanno ad essere troppi. Certo, Vasto non ha 58 vigili, ma di chi è la colpa, nostra? E poi negli uffici comunali 90 dipendenti su 180 sono di categoria D, quella in cui sono classificati i tenenti. Com’è che se metà dipendenti comunali sono “tenenti” tutto va bene, ma se nel nostro corpo ce ne sono in proporzione molto minore si grida allo scandalo? E poi il lavoro d’ufficio è necessario, non c’è lavoro sul campo che si possa fare se qualcun altro non lavora in ufficio. Stamattina abbiamo compiuto diversi sequestri nell’ambito del contrasto all’abusivismo e cinque dei nostri sono impegnati nella stesura dei verbali, al Commissariato. Sono lavori che vanno fatti comunque, se l’amministrazione vuole più vigili in strada, li assuma, ma non è che il lavoro in ufficio non serva”.
Insomma, per il Diccap la faccenda è chiara: “L’amministrazione comunale – ha accusato il vicecoordinatore La Verghetta – scarica sul Corpo della Polizia municipale le proprie inadempienze; siamo senza un Piano traffico che sarebbe obbligatorio dal 1992, i locali del comando non sono nemmeno a norma secondo le prescrizioni di legge e l’amministrazione comunale le uniche risposte che dà sono attacchi quotidiani”.
Insomma, tante ancora le criticità da affrontare sul percorso della delicata vertenza, ma il Diccap assicura la massima disponibilità al confronto, purché all’interno delle regole: “Anche per quanto riguarda il turno notturno, noi siamo disponibili, ma dev’essere una cosa seria, ben organizzata; il turno notturno non può voler dire prendere un paio di agenti e buttarli per strada. Si devono organizzare secondo le regole e in modo che i lavoratori siano tutelati. Sono due anni che non facciamo visite mediche e siamo in ritardo anche con le prove di tiro, non si può mandare gente allo sbaraglio, ma bisogna seguire le regole e i dettami legislativi”.
Insomma, il Diccap vuole un segnale di dialogo da un’amministrazione comunale accusata di avere il pugno di ferro e chiusura al dialogo. Se invece si continuerà il muro contro muro, pronto lo sciopero e una manifestazione di livello regionale. Senza contare i risvolti di natura giudiziaria annunciati su sicurezza sul lavoro e ingerenze di alcuni dirigenti.

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