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Il 28 settembre il voto per il nuovo Consiglio provinciale. Per la presidenza in lizza anche Luciano Lapenna

provincia_palazzoTutto deciso. Il 28 settembre verranno rinnovate le cariche in Provincia secondo le modalità sancite dalla riforma Delrio che non ha cancellato le Province, in quanto sarebbe stata una decisione anticostituzionale, ma ne ha fortemente depotenziato le competenze, azzerato quasi i bilanci e tolto il diritto di scelta ai cittadini.

Infatti a votare saranno solo i sindaci e i consiglieri in carica che potranno scegliere come presidente della Provincia un primo cittadino o il presidente uscente qualora non si sia già dimesso. Ed ecco allora che tra i probabili competitor per quella di Chieti potremmo ritrovare proprio il neo sindaco di Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio, ma, soprattutto, il sindaco di Vasto Luciano Lapenna. Infatti, la data stabilita consente a primo cittadino istoniese di evitare la clausola che vieta la possibilità di elezione a colui cui restano meno di 18 mesi di mandato. La vicinanza costante dei big del Partito Democratico regionale, Legnini in primis, ma non solo, potrebbe essere sintomatico di un sostegno dei democrat a Lapenna che, però, potrebbe ritrovarsi tra gli avversari anche il sindaco di Lanciano Mario Pupillo e quello di Ortona Vincenzo D’Ottavio.

Saranno comunque tre le Province abruzzesi che verranno rinnovate:

per quella di Chieti che contempla  104 Comuni votano 1193 aventi diritto: per quella di Pescara, 46 Comuni,  566 e quella di Teramo, 47 Comuni,  611: essi che dovranno eleggere 1 presidente e 12 componenti il Consiglio.

I comizi saranno convocati entro il 19 agosto, come hanno annunciato stamani Enrico Di Giuseppantonio, Guerino Testa e Valter Catarra, rispettivamente presidenti di Chieti, Pescara e Teramo, annunciando le modalità e lo svolgimento delle elezioni (in allegato le slide con tutte le informazioni), che vedranno coinvolti sindaci e consiglieri comunali in carica.

“Contrariamente a quanto si dice le Province ci sono ancora, ha esordito Di Giuseppantonio, che è anche presidente dell’Unione delle Province d’Abruzzo (Upa). Non sono state abolite, e chi lo dice fa solo propaganda. Le Province ci sono ancora, stanno continuando a lavorare tra mille difficoltà e con pochissimi fondi, considerati i tagli operati da Stato e Regioni. In questa fase, poi, la confusione regna sovrana, nella riorganizzazione degli enti locali, perché è  ancora in ballo la riforma costituzionale che prevede l’abolizione delle Province per cui con la legge Delrio è stato attivato un meccanismo che potrebbe avere i mesi contati. Ciò che è stato eliminato fino ad oggi è solo il voto popolare, ovvero i cittadini non potranno più scegliere il loro Presidente e i loro consiglieri. Per quanto ci riguarda e per il lavoro che dobbiamo portare avanti in questi mesi dobbiamo affidarci alla Provvidenza, affinché il sole secchi l’erba da sfalciare, scaldi le scuole superiori e faccia sciogliere la neve o non faccia nevicare”, ha detto ancora riferendosi ai problemi che si incontrano quotidianamente ad operare, dalle manutenzioni alle emergenze.

“Fino ad oggi – ha aggiunto Testa – i presidenti di Provincia sono stati dei piccoli eroi, considerato che hanno portato avanti l’attività nonostante i tagli di milioni di euro, e se nel

bilancio del 2014 metteremo qualche spicciolo per la manutenzione delle strade e delle scuole sarà un risultato storico. Tra le questioni da affrontare l’assistenza e il trasporto dei disabili, che non è più competenza delle Province, e il trasferimento delle funzioni di lavoro e formazione, con il trasferimento alla Regione anche di circa 500 dipendenti che si occupano del settore”. Netta la bocciatura della riforma Delrio che “ha generato un vero e proprio caos amministrativo, è stata dettata solo dalla demagogia, non tiene conto delle esigenze reali del Paese e mantiene in piedi gli sprechi tuttora esistenti in altri enti”. Testa ha ricordato che i presidenti e le giunte stanno continuando a svolgere il proprio ruolo “senza indennità e senza rimborsi”.

“Lo avevamo detto: le Province non sono eliminabili, e infatti non le hanno eliminate, ma hanno tagliato i fondi e con questa riforma ci saranno almeno sette anni di caos istituzionale e amministrativo – ha osservato Catarra. In questo momento ci stanno chiedendo di erogare servizi per i quali, in base alla riforma, non abbiamo più né  delega né funzione né competenza, operiamo al buio. Noi siamo per la riforma dell’architettura dello Stato italiano ma non in questo modo”.

E’ stato ricordato, tra l’altro, che per la Provincia dell’Aquila il rinnovo degli organi si avrà entro trenta giorni dalla scadenza per fine del mandato dell’Amministrazione in carica del Presidente Antonio Del Corvo e dunque a primavera 2015.

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