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Le dieci priorità di Copagri sulla proposta del Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020

agricolturaÈ sicuramente l’Agricoltura uno dei temi scottanti della X legislatura regionale d’Abruzzo dopo quanto accaduto in questi anni in merito soprattutto alla gestione dei Centri di Ricerca e dei Consorzi e alle profonde divergenze tra assessorato e organizzazioni professionali soprattutto nel teatino. Ultimato ‘insediamento delle Commissioni ora la Regione può svolgere appieno il suo ruolo ed in vista dei confronti che vedranno proprio le OO.PP.AA. difronte al neo assessore al ramo Dino Pepe e al presidente della III Commissione Lorenzo Berardinetti la Copagri ha messo a punto un documento nel quale individua alcune priorità da tenere in considerazione sulla proposta del piano relativo al P.S.R. (Piano di Sviluppo Rurale) 2014/2020.

La Copagri Abruzzo ritiene che bisogna rendere fruibile le disponibilità di accesso ai futuri bandi relativi alla programmazione 2014/2020 al più ampio ventaglio possibile di aziende agricole favorendo così l’innovazione tecnologica, di processo e di prodotto, il necessario ricambio generazionale in una logica che tenda all’aggregazione delle strutture economiche (Cantine Sociali, cooperative, frantoi sociali, etc.) , decise ed incisive politiche tese a salvaguardare le aree interne comprensive del vasto valore paesaggistico ed ambientale che vi è insito.

Ecco le 10 priorità indivduate:

1)    Migliorare la redditività delle imprese agricole, forestali e agroalimentari  perché solo con una decisa politica tesa ad aggregare l’offerta, unendo azioni tese ad accociarne la filiera produttiva e puntando a misure che ne identificano il processo produttivo, tali da garantire i consumatori, si possono elevare la competitività ed i redditi delle aziende agricole;

2)    Incrementare la qualità della vita nelle aree rurali, l’attrattavità dei territori rurali ed i servizi per fronteggiare i mutamenti geografici che è un fenomeno particolarmente presente nelle aree interne e svantaggiate dove insiste il grave problema dell’effettiva godibilità delle aree agricole e pascolive, della quasi materiale impossibilità nel dimostrare un reale e concreto possesso delle superfici aziendali coltivate e di una forte frammentazione terriera rasentando spesso aree minime di poche decine di metri quadri per singola particella. Per frenare il fenomeno dello spopolamento e del continuo abbandono produttivo è necessario adottare misure incentivanti a semplificare la dimostrazione del possesso, l’aggregazione particellare allo scopo di favorire la nascita di aziende agricole vitali, semplificare l’assegnazione delle aree pascolive ad aziende zootecniche con codice ASL presenti e residenti all’interno della regione Abruzzo;

3)    Promuovere le produzioni tipiche regionali e a marchio di qualità che è un operazione necessaria per aiutare la concentrazione del prodotto, favorire una forte riduzione di scala dei costi di produzione, accorciare i passaggi nella filiera produttiva, predisporre precisi e mirati disciplinari di produzione, creare spazi per marchi identificativi del prodotto e del territorio;

4)    Favorire la concentrazione dell’offerta per le produzioni strategiche regionali ovviamente riferite al vino ed olio in particolare senza dimenticare le aree vocate per l’ortofrutta ed i cereali come il grano duro cui interessante sarebbe creare delle filiere locali per rifornire i due grandi marchi mondiali della pasta come De Cecco e Del Verde;

5)    Favorire l’insediamento dei giovani agricoltori ed il ricambio generazionale con un orientamento professionale perché rimane il primo vero problema dell’agricoltura in generale non solo Abruzzese ma Italiana in generale. Avere giovani che s’insediano in agricoltura è un valore inestimabile per l’intera economia perché s’innestano freschezza, entusiasmo, voglia d’investire e competere. Ovviamente al favorire l’insediamento dei giovani va unito un percorso formativo continuo che porta ad arricchire il bagaglio delle conoscenze tecniche e culturali necessari per migliorare il grado di competitività delle aziende dirette dai giovani anche più facilmente inclini e sensibili ai processi di aggregazione;

6)    Accrescere il livello di competenze degli operatori che è un processo ampio che dovrà abbracciare tutto il panorama degli addetti perché necessario per favorire sia le conoscenze tecniche e culturali che ampliare le cognizioni riferite alle questioni legate alla sicurezza del lavoro;

7)    Favorire l’occupazione, le opportunità di lavoro e la nascita di nuove imprese, la multifunzionalità e diversificazione dei servizi dell’economia rurale perché l’agricoltura, quale settore primario, è il perno dell’intera economia e, tramite la sua funzione, la possibilità di favorire la nascita di nuove imprese anche in altri comparti è facile e possibile perché è un settore interdisciplinare;

8)    Efficientamento della risorsa idrica perchè l’acqua è un bene primario e di tutti ed il comparto agricolo deve svolgere una funzione essenziale nel suo utilizzo intelligente e parsimonioso per la necessaria opera d’irrigazione ma anche per una valorizzazione anche energetica della stessa. Utile sarebbe far specializzare i Consorzi di Bonifica in questa funzione pur ricorrendo a forme di riorganizzazione e riduzione numerica rispetto a quelli attuali;

9)    Prevenzione e controllo dei danni da fauna selvatica che sta diventando sempre più una vera e propria emergenza per l’intera agricoltura Abruzzese. In particolare cinghiali e caprioli sono i selvatici più dannosi per le produzioni agricole senza dimenticare anche talune specie di volatili. Non sono più sufficienti i rimborsi per i danni subiti largamente  al  di sotto delle reali entità oltre che erogati in forte ritardo rispetto alle annate agrarie interessate; necessitano azioni costanti e continuative di abbattimenti selettivi e mirati anche in aree vietate come parchi e riserve. A ridosso di campagne di abbattimento mirate e controllate potrebbero nascere vere e proprie filiere di carne fresca e /o trasformata che creerebbe del virtuoso lavoro e reddito integrativo sia per gli agricoltori che per i cacciatori;

10)   Salvaguardia della qualità ecologica e paesaggistica del territorio rurale che rappresenta il primo importante ed inderogabile impegno del comparto agricolo, di tutti gli operatori ma è anche un obbligo istituzionale ad ogni livello. Preservare il paesaggio agrario significa salvaguardare l’ambiente ed il territorio combattendo ogni forma di abusivismo così scoraggiando l’abbandono produttivo. Solo preservando il paesaggio rurale ci sarà la possibilità di avere cibo di qualità e tutela dell’ambiente

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