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Intensa e partecipata cerimonia per l’ordinazione episcopale di Mons. Cibotti

Intensa e partecipata è stata ieri, Mercoledì 11 giugno, la Cerimonia di Ordinazione Episcopale di Mons. Camillo Cibotti, svoltasi nella Basilica di S. Maria dei Miracoli, stracolma di fedeli, molti dei quali venuti dalle parrocchie, dove don Camillo è stato parroco (Liscia, Ripa Teatina SS. Trinità dei Pellegrini di Chieti), e dalla diocesi di Isernia e Venafro, dove egli è stato designato da Papa Francesco come Padre e Pastore. Tante le personalità politiche presenti sia dell’Abruzzo che del Molise e numerosi i Vescovi e Sacerdoti, che hanno partecipato al rito sacro come concelebranti, uniti in un vincolo di amicizia e di fraternità spirituale con il caro don Camillo.
L’ordinazione è stata conferita da Mons. Bruno Forte, Arcivescovo Metropolita di Chieti-Vasto, di cui don Camillo è stato Vicario Generale dal 2005 ad oggi, mentre conconsacranti principali sono stati Mons. Giancarlo Maria Bregantini, Arcivescovo Metropolita di Campobasso-Boiano e Mons. Salvatore Visco, Arcivescovo di Capua ed attuale Amministratore Apostolico di Isernia-Campobasso.
Il rito è iniziato con l’invocazione allo Spirito Santo, a cui è seguita la presentazione di don Camillo, fatta da don Claudio Palumbo, uno dei due presbiteri, (l’altro è stato don Giovanni Pellicciotti) assistenti dell’eletto.
Il Vescovo Forte ha chiesto se ci fosse il mandato del Papa. Alla risposta affermativa, Mons. Forte ha invitato alla lettura di questo importante documento. È stato compito di don Massimo D’Angelo, parroco di S. Maria del Sabato Santo e Cappellano Pontificio, comunicare le parole scritte dal Papa a don Camillo. Nella lettera in particolare Papa Francesco sottolinea: “Poiché la Chiesa di Isernia-Venafro, che Noi stessi siamo in procinto di visitare, è al presente priva del suo pastore, essendo stato il suo ultimo vescovo, il venerabile fratello Salvatore Visco, promosso alla sede arcivescovile di Capua, è necessario assegnare alla medesima un altro vescovo. Siccome per l’esercizio di questo compito si richiedono singolari virtù e capacità, specialmente una certa esperienza del ministero apostolico, Noi, sapendoti dotato di queste, abbiamo ritenuto opportuno affidare a te il governo quella Chiesa, illustre per antichità e istituzioni di culto”.
All’omelia, Mons. Forte, richiamandosi al racconto evangelico delle nozze di Cana, ha sviluppato il ruolo svolto dalla Vergine Maria come protagonista del nuovo inizio del mondo con l’avvento del tempo messianico, realizzato da Gesù. Con le parole dette ai servitori: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”, la Madonna ha invitato a rivolgersi alla Torah “fatta carne”. A questo punto, rivolto confidenzialmente a don Camillo, Mons. Forte ha evidenziato che l’atteggiamento di Maria è per lui neo-vescovo un prezioso insegnamento per “mettere alla base del suo ministero episcopale il primato della fede”. Ed ha concluso con questo augurio: “Don Camillo, sii il padre e il servitore della fede!”
Particolarmente emozionanti sono stati i riti della consacrazione: gli impegni dell’eletto sul proposito di custodire la fede e di esercitare il proprio ministero; la prostrazione di don Camillo sui cuscini durante il canto delle litanie dei Santi; l’imposizione delle mani da parte del vescovo ordinante e degli altri vescovi presenti; l’imposizione del libro aperto dei Vangeli sulla testa dell’eletto; la preghiera di ordinazione; l’unzione crismale; la consegna dei Vangeli, dell’anello episcopale, della mitra e del pastorale (quest’ultimo regalato dalla Comunità di Casalbordino, il paese dove don Camillo è nato il 28 ottobre 1954); l’insediamento di Mons. Cibotti al primo posto fra tutti i vescovi concelebranti; l’abbraccio di pace.
La Messa è proseguita con la celebrazione eucaristica, al termine della quale Mons. Cibotti ha espresso il suo ringraziamento non solo a quanti hanno partecipato alla solenne cerimonia (autorità, familiari e fedeli) ma anche a coloro che gli sono stati vicini con l’affetto e il fraterno incoraggiamento durante il periodo della sua formazione sacerdotale e del suo impegno di parroco e di docente presso l’Istituto Teologico Abruzzese-Molisano. Il bagno di folla e ripetuti scroscianti applausi hanno concluso una indimenticabile cerimonia religiosa, che rimarrà indelebile nel cuore di tutti.

Luigi Medea

  • 40 - Imposizione delle mani  di Mons. Forte
  • 46 - Unzione crismale
  • 51 - L'abbraccio con gli altri Vescovi
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