Banner Top
Banner Top

Ferie alle porte, ma si addensano le nubi della crisi e della disoccupazione

Honda_4Le ferie estive sono ormai alle porte, ma c’è chi certamente non le passerà nel migliore dei modi e saranno in tanti. I dati sulla disoccupazione in Abruzzo diffusi in questi giorni, che per la prima volta fotografano una realtà peggiore della media nazionale, rappresentano il fallimento di una politica fatta di palliativi e senza una visione dello sviluppo industriale di tutta l’area frentano-vastese già costretta da scelte economiche nazionali per lo meno discutibili, dall’eccessiva burocrazia e via discorrendo.

Così, in questi giorni senti ancora parlare della crisi Golden Lady, dove, purtroppo, si approssima la fine della mobilità per molti dei quasi 300 dipendenti dell’azienda di calze che hanno dovuto vivere anche la tortura della fallita riconversione firmata Wollo-Silda-New Trade.

In campagna elettorale la solita sfilata di candidati dinanzi gli stabilimenti della Valsinello ha partorito nuove promesse e solo su quelle resta la possibilità di far leva per le maestranze che attraverso le parole dei sindacati richiamano agli impegni presi un Luciano D’Alfonso, che, però, avrà certamente bisogno del tempo necessario a costruire la strada di governo  di Palazzo Silone.

Intanto la magistratura farà il suo corso nel cercare responsabilità e responsabili del caso Silda mentre si sono perse le tracce del possibile subentro della Adrilog, così come è praticamente saltata l’acquisizione della Sider Vasto da parte della importantissima Tecnotubi di Brescia. “Non essendosi ancora sbloccata la situazione ed essendosi presentata la possibilità di integrare la nostra produzione con una realtà importante come la Alessio Tubi, abbiamo deciso di cogliere al volo questa opportunità”, ha dichiarato Michele Amenduini, presidente di Tecnotubi e quella frase “non essendosi ancora sbloccata la situazione…” non può non far male ai 50 dipendenti dell’azienda vastese.

In un momento di crisi come quella che stiamo vivendo esiste un’opportunità e ce la si lascia scappare per una lentezza decisionale e procedurale che non può trovare giustificazioni. Sembra dunque necessario ricorrere agli ammortizzatori sociali, ovvero cassa integrazione in deroga e mobilità, che, per chi lo dimenticasse, non solo non danno speranze per il futuro (Golden Lady docet) ma pesano e molto sulla collettività.

Fin quando non si riesce a concepire una idea di sviluppo per le due aree prossime al vastese anche prevedendo una riconversione globale e non focalizzata crediamo che difficilmente si possa giungere ad allentare la morsa che di fatto uccide l’occupazione.

E, poi, ci sono anche casi particolari come quello della Honda industriale di contrada Saletti di Atessa dove, forse una delle prime volte, non finiscono sotto accusa le maestranze, ma le forniture. E sì, perché l’azienda nipponica, come molte della Valdisangro, annovera tra i principali fornitori aziende cinesi che, però, non possono vantare livelli qualitativi e produttivi evidentemente all’altezza di altri Paesi. Le navi, come denuncia la Uil, non portano i pezzi necessari alla produzione richiesta e si rischia di non raggiungere quel traguardo del pareggio di bilancio previsto per il 2016.

“Cara Proprietà Giapponese – scrive il sindacato – siamo fermamente convinti di recuperare le perdite produttive, ma per la R.S.U. UILM non è giusto che devono essere i dipendenti a pagare le scelte logistico/organizzative che stanno danneggiando il futuro della Honda di Atessa e di tutti i lavoratori del territorio. Pertanto, chiediamo un nuovo incontro al Ministero dello Sviluppo Economico per ridefinire i termini dell’accordo e far slittare la scadenza del pareggio di bilancio”.

Sul futuro dei 355 dipendenti  e dei 92 lavoratori stagionali si adombra lo spettro della Cig.

Insomma, tre aree produttive diverse, tre aree avvolte dalla crisi e per le quali si odono soltanto buoni propositi, ma, se ci è consentito, nessun piano strategico ed è, forse, questa la questione più preoccupante: è come voler curare i sintomi ma non la malattia.

Lu. Spa.

Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.