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Il nuovo Consiglio regionale tra ipotesi e quasi certezze

emiciclo_1È cominciato martedì, con l’insediamento della specifica Commissione, il riesame delle schede contestate e la verifica dei verbali dei seggi e di quanto accaduto in 36 comuni minori nelle ultime consultazioni elettorali del 25 maggio. Tali operazioni faranno slittare ulteriormente, anche di una settimana, le nomine degli eletti all’Emiciclo da parte della Corte d’Appello lasciando ancora ampio spazio ad ipotesi e scommesse sulla nuova composizione del Consiglio regionale d’Abruzzo grazie anche a una legge elettorale che, a leggerla bene e contrariamente a quanto affermato da Lorenzo Sospiri che era a capo della Commissione regionale che si è occupata proprio della compilazione della nuova Legge elettorale, almeno in quattro punti può dare adito ad interpretazioni diverse.

Così, in questo mare di ipotesi che si stanno accumulando, anche noi abbiamo voluto provare a dire la nostra trovandoci, alla fine, dinanzi a più di un dubbio amletico circa la ridistribuzione dei seggi in base ai valori residuali percentuali delle liste nelle circoscrizioni, anche perché in soli quattro giorni sono cambiate le cifre pubblicate sul sito della Regione Abruzzo.

Per Sospiri, come ha dichiarato ad alcuni colleghi di Abruzzoweb, saranno 17 i seggi del centrosinistra e 6 ciascuno per il centrodestra e i grillini con Fratelli d’Italia esclusa dalla ripartizione.

Secondo la nostra interpretazione dell’ormai famigerato articolo 17 della Legge, le cose potrebbero stare in modo diverso. Infatti, in base alla distribuzione dei seggi a livello regionale (il primo passo), probabilmente saranno 18 i consiglieri di centrosinistra, compreso Luciano D’Alfonso, 8 quelli di centrodestra, compreso Gianni Chiodi, 5 quelli del Movimento 5 Stelle che sarebbe, comunque, il secondo partito all’interno dell’Emiciclo.

Nelle coalizioni 10 seggi toccheranno al Partito Democratico; 2 a Regione Facile ed Abruzzo Civico; 1 a testa al Centro Democratico, Sel ed Italia dei Valori; 4 a Forza Italia ed uno per uno al Nuovo Centro Destra – Udc, Abruzzo Futuro e Fratelli d’Italia (cui toccherebbe se venisse confermata la tesi di 7 seggi al centrodestra).

Altre certezze sembrano provenire dall’attribuzione dei seggi attraverso il calcolo degli interi nelle circoscrizioni. In quella di Chieti paiono certe le elezioni di Silvio Paolucci e Camillo D’Alessandro (Pd), Mauro Febbo (Fi); Sara Marcozzi e Pietro Smargiassi (M5S); nella circoscrizione de L’Aquila elezione garantita per Pierpaolo Pietrucci e, solo coi resti, Giuseppe Di Pangrazio (Pd), Emilio Iampieri (Fi), Gianluca Ranieri (M5S); nella provincia di Pescara via libera alla elezione di Donato Di Matteo e Alberto Balducci (Pd), Lorenzo Sospiri (Fi), Domenico Pettinari (M5S); nella circoscrizione teramana eletti Dino Pepe e Sandro Mariani (Pd), Paolo Gatti (Fi), Riccardo Mercante (M5S). Si tratta di 17 consiglieri e restano da trovare i titolari di altre 10 poltrone.

Ed è qui che sorgono i problemi strettamente correlati al tipo di interpretazione che si vuole dare alla legge regionale ed anche ai conteggi definitivi perché bastano poche decine di voti in alcuni casi (basti pensare che in soli quattro giorni abbiamo rifatto i calcoli con i nuovi numeri e qualcosa è cambiato) per modificare la circoscrizione di attribuzione del seggio con un effetto a cascata che forse molti sottovalutano.

Però, possiamo azzardare la quasi certa elezione di Andrea Gerosolimo (circosc. aquilana) e Mario Olivieri (circoscr. teatina) nelle fila di Abruzzo Civico, così come quelle di Mario Mazzocca (Sel Pescara), Lucrezio Paolini (IdV Chieti), Lorenzo Berardinetti (Regione Facile L’Aquila) e Giorgio D’Ignazio (NCD-Udc Teramo).

Arriviamo così a 23 consiglieri con 6 scranni ancora da occupare per i quali restano in corsa Iannaurato, Monticelli, A. Marcozzi, Sclocco e Allegrino per il PD; D’Ambrosio e Di Nicola per il Centro Democratico; Masci, Di Dalmazio e Morgante per Abruzzo Futuro; Tirabassi, Morra e Sigismondi per Fdi; Monaco e D’Alonzo per Regione Facile.

Può essere, però, che le opportune verifiche possano anche sconvolgere questo quadro generale così come l’adozione di una interpretazione differente dalla nostra da parte della Corte d’Appello de L’Aquila, che potrebbe pronunciarsi già venerdì.

Lu. Spa.

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