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Mario Olivieri e Pietro Smargiassi all’Emiciclo

Cominciano a diradarsi le nubi sulla possibile assenza del vastese dal Consiglio regionale. Il costante aggiornamento dei dati in Regione consentono nuove proiezioni che portano Mario Olivieri (Abruzzo Civico) e Pietro Smargiassi (M5) all’interno dell’Emiciclo.

Allo stesso tempo sembra che saranno tre i consiglieri regionali del Pd eletti in provincia di Chieti (Silvio Paolucci, Camillo D’Alessandro e Antonio Innaurato) ed uno di Regione Facile (Alessio Monaco). Salterebbero i seggi per Sel (resta fuori Franco Caramanico) e IdV (resta escluso Lucrezio Paolini).

Il resto è, per ora, tutto confermato, con la Marcozzi eletta tra i grillini e Mauro Febbo unico del centrodestra a tornare a L’Aquila nella provincia teatina. Nessuna elezione, dunque, per Antonio Prospero ed Etelwardo Sigismondi.
Continuano, però, i conteggi dal capoluogo di regione ai comitati elettorali per avere la certezza dell’eventuale elezione.

Intanto Mario Olivieri è euforico per il traguardo raggiunto soprattutto nel confronto con altri candidati dati per “fortissimi”. Al suo primo tentativo il dirigente del settore veterinario della Asl centra l’obiettivo e va occupare uno scranno nell’Emiciclo.

Se i dati fossero confermati anche nelle prossime ore non potrà non esserci amarezza, e tanta, per Domenico Molino che se avesse ottenuto quei 600 e passa voti che il gotha vastese del suo partito ha “donato” a Silvio Paolucci e Camillo D’Alessandro sarebbe rientrato in Consiglio.

Su facebook Molino ha voluto ringraziare “#unoxuno ai 2133 elettori che mi hanno dato fiducia”, lasciandosi poi andare in una velata polemcia “VASTO ha scelto, il Vastese meritava un rappresentante regionale del nuovo PD perché la CITTA’, la Provincia di Chieti e l’Abruzzo, hanno veramente bisogno di cambiare verso: oggi ne sono maggiormente convinto. Non nutro sentimenti di rabbia nei confronti di quanti (e non sono stati pochi) hanno giocato allo sfascio, piccoli nani della politica, accecati da una lacerante miopia che non serve al presente e non guarda al futuro. Chi ha dato il via alla strategia di votare il simbolo, evitando la preferenza, è sicuramente un bravo stratega, ma non è un amico di VASTO. Da consigliere comunale continuerò, con impegno, a dare il mio contributo e, poi, si vedrà”.

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