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Urbanistica, Masciulli a Sigismondi: “dichiarazioni assolutamente fumose e confusionarie”

cono  a mareSulla questione Urbanistica innescata anche dal caso Cono  a Mare è ormai scontro tra l’assessore all’Urbanistica del Comune di Vasto, Luigi Masciulli, e il consigliere di opposizione Etelwardo Sigismondi, che nei giorni scorsi aveva sparato a zeo sull’Amministrazione comunale. Il consigliere di FdI aveva parlato di “scellerati interventi sul Piano Regolatore delle Giunte del Sindaco Lapenna” e della “incapacità del Comune di Vasto di offrire adeguato supporto”; Amministrazione “che ha agito nell’edilizia comunale e nella programmazione territoriale con incredibile ignoranza e sciocca approssimazione”. Sigismondi aveva, poi, affondato i colpi contro l’assessore socialista che ”piuttosto che accusare la Procura, dovrebbe dire la verità ai cittadini vastesi ed agli acquirenti in buona fede di immobili sequestrati a Vasto, spiegando a chiare lettere che la responsabilità della maggior parte dei sequestri in città è dovuta all’ignoranza della Giunta comunale ed alla superficialità che si è serbata nella modifica delle Norme Tecniche di Attuazione del Prg nel 2007, creando così le condizioni per questa micidiale confusione normativa”.

Parole avverso le quali non poteva non rispondere proprio Luigi Masciulli che scrive: “Le dichiarazioni del Consigliere Sigismondi, assolutamente fumose e confusionarie, stravolgono il senso delle mie affermazioni. Se poi si considera che il Consigliere Sigismondi è un Architetto, allora le sue affermazioni appaiono ancora più sconcertanti”.

L’avvocato di Palmoli rimanda la patata bollente nelle mani del suo accusatore. “Le criticità in materia edilizia – scrive ancora -nascono ben prima dell’insediamento della Amministrazione attuale, tant’è che i “sequestri edilizi” e le attività di indagine della Procura della Repubblica di Vasto hanno preso le mosse già nell’anno 2005.

Inoltre, contrariamente a quanto sostiene Sigismondi, mi risulta che, dei numerosi cantieri sequestrati, oltre il 90% afferisce a Permessi di Costruire rilasciati negli anni 2001/2006, ovvero prima dell’Amministrazione Lapenna, allorquando erano in vigore le previgenti NTA del PRG.

Sono proprio queste ultime che hanno creato numerosi problemi interpretativi e che hanno dato origine ai sequestri. E’ evidente, quindi, che nelle previgenti NTA si poneva un problema tecnico-giuridico: vuoi di errata interpretazione, vuoi di illegittimità delle stesse NTA.

Questa situazione ha accelerato una revisione generale dell’impianto normativo che ha prodotto una variante generale, questa sì, in grado di regolare l’attività edilizia con regole certe e univocamente interpretabili.

L’affermazione di Sigismondi, secondo la quale “…gli imprenditori del settore e i proprietari di abitazioni con cantiere già aperto, di trovarsi in una situazione di paralisi per cui, a lavori già iniziati e preliminari di vendita spesso già stipulati, vigendo nuove Norme del Piano Regolatore Generale, le opere legittimamente iniziate, non lo erano più…”, è, evidentemente, una trovata “elettoral-propagandistica”.

Come può egli non sapere che, in corso di realizzazione di un’opera edilizia, la modifica del PRG (sia essa anche solo normativa) non può certamente incidere su situazioni giuridiche già acquisite?

E’ come dire che se ho una casa in zona agricola ed una variante al PRG modifica l’area in turistica, devo abbattere la mia casa perché in contrasto con lo strumento urbanistico.

Quanto al presunto contrasto tra le NTA variate nel 2007 e le norme sovraordinate, occorre precisare che se tale circostanza fosse stata veritiera, sia il TAR sia il CdS lo avrebbero rilevato, con conseguente annullamento delle NTA che, invece, sono state “confermate” dai Giudici amministrativi in ben due gradi di giudizio.

Sigismondi, di contro, dovrebbe sapere che se nell’ambito della attività della Magistratura è stato più volte contestato un contrasto tra NTA del PRG e norme sovraordinate, risulta evidente che tale contrasto nasce proprio con le NTA vigenti prima del 2007.

Ciò a conferma che l’impianto normativo previgente all’attuale non è esente da critiche di legittimità.

Rassicuro poi il Consigliere Sigismondi, anche alla luce della sua attività professionale di Architetto, che oggi v’è assolutamente certezza su quale Normativa Tecnica di Attuazione del PRG si applica: è l’impianto approvato, dopo l’espletamento della VAS, nel 2013.

Quanto a quest’ultimo aspetto, il Consigliere Sigismondi dovrebbe sapere che nel 2010 si approvò la variante alle NTA del PRG seguendo pedissequamente le prescrizioni della Sezione Urbanistica Provinciale (della Giunta di centro-destra) che non ha mai prescritto e/o richiesto al Comune di Vasto, neppure in Conferenza di Servizi, di espletare la Valutazione Ambientale Strategica in sede di variante alle NTA.

In ultimo, i riferimenti del Consigliere Sigismondi alle vicende del cantiere “Cono a Mare”, e sulla pronuncia della Cassazione Penale in tema di “indicazioni ben precise”, gradirei conoscere, nel dettaglio, a quali il Consigliere fa riferimento, anche in virtù delle sua competenze professionali.

In quanto “operatore di giustizia”, anche io faccio ricorso alle mie competenze professionali quando parlo di “errata interpretazione” in alcune vicende, ben sapendo che solo all’esito dei processi in corso (ivi compreso quello relativo alla vicenda del complesso “Cono a Mare”), si potranno valutare eventuali responsabilità.

La revisione urbanistica che paventa Sigismondi, tesa a dare certezze agli operatori, è stata già  compiuta, proprio da questa Amministrazione.

E per “recepire” eventuali indicazioni venute dalla Magistratura in questi anni, ribadisco al Consigliere Sigismondi che sarebbe opportuno dapprima attendere gli esiti dei giudizi pendenti. Ciò, sia in linea generale, sia relativamente ai casi che vedono coinvolti il Comune di Vasto, poiché, da quanto mi risulta, i processi edilizi sinora chiusi, non hanno confermato le tese accusatorie nei confronti dei funzionari comunali coinvolti, sancendo, di conseguenza, la legittimità dell’operato del Comune di Vasto.

Sono sempre e comunque per la presunzione di innocenza”.

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