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Allarme perforazioni in mare tra Vasto e Termoli

la localizzazione approssimativa dei nuovi pozzi
la localizzazione approssimativa dei nuovi pozzi

Non c’è davvero pace per il nostro mare Adriatico. Questa mattina le Regioni Abruzzo  e Molise sono state avvertite della convocazione del Comitato VIA nazionale che dovrà valutare la richiesta della Edison di realizzare tre nuovi pozzi di idrocarburi liquidi nelle acque antistanti il litorale tra Vasto e Termoli sulla concessione attuale Rospo Mare B. La convocazione del Comitato è stata fissata per il 16 maggio e solo stamane ne è giunta comunicazione all’assessorato alle Politiche agricole della Regione Abruzzo attraverso il dirigente Sorgi. La questione ha fatto infuriare la Giunta regionale dopo che nelle scorse settimane vi era stata convergenza di intenti e promesse da parte del ministro dell’Ambiente Orlando. Gianni Chiodi e Mauro Febbo, rispettivamente presidente e assessore alle Politiche agricole della Regione Abruzzo hanno subito espresso contrarietà ferma a tale ipotesi cercando immediatamente il sostegno del vicino Molise per assumere una posizione univoca di opposizione a tale ipotesi, che secondo la Regione avrebbe un impatto  molto più pesante rispetto al progetto Medoil.  Febbo, dunque, ha attaccato con forza il comportamento della sinistra e la sua ambiguità su tutta la vicenda idrocarburi in Abruzzo.

“La Procedura – sottolinea Febbo – è stata attivata in modo insolitamente celere visto che la sottocommissione istruttoria è stata riconvocata per il 15 maggio e la Commissione plenaria della Via Nazionale per il giorno successivo, il 16 maggio. Nonostante siamo in piena campagna elettorale però questo Governo regionale vigila con attenzione sulle vicende che riguardano le nostre coste e il nostro mare ribadendo al tempo stesso, con forza e coerenza, la sua netta contrarietà a questo tipo di iniziative”.

Le attività in progetto riguardano la piattaforma esistente denominata “Rospo Mare B” che è ubicata nel Campo offshore di Rospo Mare, costituito da 3 piattaforme, nel Mare Adriatico a circa 20 Km al largo della costa abruzzese, 20 Km a nord di Termoli e 70 Km a sud di Pescara. E’ prevista la perforazione di 3 pozzi che avverrà dalla piattaforma, a sua volta già collegata ai sistemi di stoccaggio e trasporto del greggio. “La situazione – spiega l’Assessore regionale – è identica a quella di “Ombrina mare” alla quale la Regione Abruzzo si era opposta in tutte le sedi opportune scongiurandone la nascita, così come oggi esprimiamo parere negativo anche riguardo il progetto in itinere. Da parte nostra chiediamo al Presidente del Consiglio Matteo Renzi di sospendere il procedimento Via e di riattivare l’efficacia delle Legge Prestigiacomo, così come abbiamo già chiesto con insistenza e a più riprese. Inoltre da 6 mesi aspettiamo ancora una risposta, sempre da parte del Governo centrale, rispetto la nostra proposta di perimetrazione del Parco della Costa Teatina”.

“Di fronte a questi scenari – riprende Febbo – vorrei capire quale sia la posizione del candidato del centrosinistra D’Alfonso, proclamatosi difensore delle coste adriatiche e dell’ambiente, di fronte alle scelte del Governo a guida Pd; sono altrettanto curioso di conoscere la posizione del Presidente della Regione Molise, Frattura (Pd)  visto che la piattaforma si trova a 20 Km da Termoli.  Mentre attendiamo di fare chiarezza sulle continue incongruenze palesate dal centrosinistra su temi così importanti per il nostro futuro, gli abruzzesi possono contare sui fatti concreti e sulle certezze del Governo Chiodi. Confermiamo la nostra posizione ferma e convinta a difesa dell’Abruzzo dagli attacchi delle società petrolifere e la volontà di voler puntare ad uno sviluppo delle nostre coste che sia sostenibile e coinvolga tutte quelle realtà agricole, commerciali, industriali, artigianali e turistiche presenti sul territorio che verrebbero danneggiate irrimediabilmente dalle attività di estrazione. Noi – conclude Febbo – puntiamo a rafforzare l’immagine di una regione verde incentivando la creazione di progetti più consoni alla nostra realtà con il massimo coinvolgimento delle istituzioni locali e delle comunità che sono i veri protagonisti di un territorio reso unico dalle sue inimitabili bellezze”.

“Insomma – ha detto l’assessore regionale in conferenza stampa – qualcuno gioca in modo poco chiaro se il ministro accelera  e agisce in maniera opposta alle intese raggiunte con noi e la posizione del Ministero dello Sviluppo economico è piuttosto rigida sul ritorno alla norma Prestigiacomo ed ha di fatto tolto ogni potere decisionale sulla questione alle Regioni. I parlamentari del PD e i rappresentanti del territorio hanno mantenuto una posizione contraddittoria sulla questione idrocarburi”.

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