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Caso Cultura: Davide D’Alessandro annuncia un esposto in Procura

conferenza stampa-opposizione - 07 - d'alessandroCon una nota diffusa stamane, il consigliere indipendente Davide D’Alessandro annuncia la presentazione di un esposto in Procura perché un magistrato si pronunci su alcune questioni inerenti quello che tutti definiscono il “caso Cultura”. Scrive D’Alessandro:

“Sono contento che Meloni, Polidori e Prosseda abbiano voluto ricambiare eseguendo alla Scala, purtroppo alle 15 e solo per giovani e over 65 (neppure il Sindaco aveva l’età), la musica di Raffaele Bellafronte, che li aveva ospitati il 19 gennaio scorso al Rossetti, alla modica cifra di 2.500 euro, pagati da tutti i cittadini vastesi, per un concerto eseguito senza copertura finanziaria per colpa di un’Amministrazione pasticciona e inadeguata. A Lapenna, ahimé, non è bastata l’esecuzione. Ha voluto nuovamente depositare un po’ di popò (il bisticcio è cercato) fuori dal vaso, ristraparlando di “macchina del fango, gelosie e invidie”. Berlusconi un giorno disse che l’astio di Montanelli nei suoi confronti era dovuto all’invidia. Francesco Merlo, su “Repubblica”, chiosò: “Non capisco che cosa avrebbe potuto invidiare un gigante a un nano”. Ora, Bellafronte non è Berlusconi e io non sono Montanelli, per cui Lapenna lasci stare l’invidia e si tenga, possibilmente in silenzio, i tanti guai che ha. Sulla fattura da 25 mila euro che il Comune paga da anni a Bellafronte per il noleggio di impiantistica al Teatro che dirige (come se il Sindaco affittasse computer al Municipio che lo stipendia), sui doppi incarichi, sui doppi compensi, sui doppi contributi previdenziali, sulle autorizzazioni che il Conservatorio di Campobasso, dov’è insegnante di solfeggio, non sembra aver concesso, sto per consegnare un esposto alla Procura della Repubblica. Le risposte del Sindaco, che peraltro non è avvocato, non sono state affatto convincenti, anche perché ha scaricato sul dirigente D’Annunzio. Lui pianifica, non gestisce. A questo punto è meglio che si pronunci un magistrato. Senza invidia”.

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