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Caso Cultura, scontro a distanza tra Gianni Oliva e Davide D’Alessandro

Gianni Oliva
Gianni Oliva

Era stato assente all’incontro sulla Cultura convocato dall’Amministrazione comunale nella Pinacoteca di palazzo d’Avalos per rispondere alle accuse mosse da Davide D’Alessandro e Ivo Menna: il prof. Gianni Oliva era impegnato in una importante manifestazione a Cuba ed aveva lasciato a Mirko Menna l’onere di parlare in sua vece. In Consiglio comunale aveva tenuto un profilo basso, ma stamane si è tolto più di qualche sassolino dalle scarpe dopo che l’assessore alla Cultura, Vincenzo Sputore, aveva sentenziato come “Vasto è tra le prime città in Abruzzo come promozione culturale, anche se noi, come Amministrazione comunale, spendiamo troppo poco, e quello che spendiamo lo spendiamo bene. In merito ai Giovedì rossettiani, che diamo alla città in maniera gratuita, basta leggere il programma per capire la caratura della manifestazione”. “L’Amministrazione – ha chiosato Sputore – continuerà con la sua apertura ai privati per la cultura”.

È stato il prof. Gianni Oliva ad alzare i toni della conferenza stampa con la sua invettiva contro Davide D’Alessandro (che, tra l’altro, non nomina mai nel corso del suo intervento) i cui attacchi ha definito come “la polemica di una sola persona; un cecchino solo che spara dalla collina”. Oliva se l’è presa anche con la stampa rea di aver costituito una reale “cassa di risonanza” per una singola voce, facendola sembrare una sorta di tumulto generale contro la cultura grazie a titoli come quello riportato da un noto quotidiano abruzzese. “Un movimento di idee andrebbe rispettato – ha aggiunto – ma non si può amplificare così la posizione di un singolo individuo, tant’è che la sua istanza è stata sonoramente bocciata dal Consiglio comunale”.

Sull’intervento del consigliere indipendente nell’aula Vennitti, il direttore del Centro europeo di Studi rossettiani ha parlato di “persona che manca di eleganza e di rispetto verso le istituzioni e verso di me. D’Alessandro dice che bisogna fare dei bandi e chi giudicherebbe, forse lui: ma chi è costui?” e, poi, ha chiosato : “la società attuale  mi fa schifo perché manca di valori comportamentali” aggiungendo “l’opposizione non deve insultare perché il rischio è che si giunga alla rissa”.

Oliva ha riportato anche come siano state ormai chiariti i rapporti tra lui e la Carabba editrice così come la errata indicazione di una fattura “che riguardava la stampa e non la traduzione del testo” sempre in favore della Carabba, ma in realtà emessa da un’altra casa editrice, ribadendo l’altissimo livello del Comitato di gestione del CESR ricordando a D’Alessandro, che prima di criticare sarebbe opportuno partecipare alle iniziative del Centro.

Non poteva mancare la risposta di Davide D’Alessandro, che dopo poche ore ha scritto: “Gianni Oliva non ha gradito. Pensava di trovarsi, lunedì scorso, nell’auletta universitaria, dove interroga lo studentello sbarbatello, lo boccia o lo promuove, con voto da 18 a 30 e lode. Invece, si trovava nell’Aula “Vennitti” del Comune di Vasto, dove a parlare ero io, il Dott. Davide D’Alessandro, eletto dai cittadini vastesi, non nominato dalla politica, come lui, a 27 mila euro annui (soldi di tutti i cittadini vastesi) per dirigere dal 2008 un Centro Studi, mentre dal 2001 lavora gratis come consigliere d’amministrazione della Casa Editrice Carabba. Ero io a parlare e a giudicare, perché ne avevo titolo e diritto. E non ho finito. Parlo e scrivo anche qui, dove voglio e quando voglio, anche sui muri, se voglio, senza bisogno di cassa di risonanza, perché sono giornalista dalla nascita, sono nato con la penna in mano, ho scritto libri più interessanti dei suoi, e ho l’ardire di intingerla (o di infilarla) dove vedo conflitti, irregolarità, nomine e non bandi. Non sparo e non grido, affondo la penna dove non vedo povera gente, ma chi presume, chi si sente intoccabile. Non ho insultato e diffamato. Non ho mancato di rispetto e di eleganza. Questa società non piace a me, non a lui, e non solo per i valori comportamentali che, se lo desidera, posso insegnarglieli, ma non gratis. Non mi piace questa società, perché sulla piazza c’è chi può fare meglio e più di lui su D’Annunzio e su Rossetti e non sono ragazzini. Il comitato di gestione non è di altissimo livello, è di normale livello, i conti li ho chiesti e c’è scritto che oltre la metà di ciò che spendono tutti i cittadini vastesi serve per pagare lui e il dott. Mirko Menna, che non è suo figlio, non è suo genero, ma è stato nominato da lui, che è stato nominato dalla politica. Può smentire? Il Consiglio ha dimostrato che il marito di una persona pagata 4.500 euro è nel comitato scientifico del CESR; che il Comune, non io, ha fornito una notizia falsa su un dato contabile; che non esistono documenti ufficiali sulle partecipazioni e le collaborazioni delle Università citate, ma soltanto la collaborazione di singoli docenti. Può smentire? La mozione è stata bocciata dalla maggioranza di chi l’ha nominato. Anzi, se non ci fossero state alcune colpevoli defezioni nella minoranza, sarebbe stata persino approvata. E la prossima volta che gli capiterà di parlare nell’Aula “Vennitti”, Oliva dovrà alzarsi in piedi. Per educazione e per rispetto dei valori comportamentali. Non è un’auletta universitaria dove parla e giudica da seduto. È l’Aula del Consiglio Comunale della Città del Vasto, dove vi sono i rappresentanti dei cittadini; eletti, non nominati, non contrattualizzati”.

 

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