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Sulla soppressione dei posti di Polizia vastesi la Amato interroga il ministro dell’Interno

Maria Amato
Maria Amato

Come ormai è ben conosciuto la nota del ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza n. 559/A/1/131.4.1/2701 del 3 marzo prevede il progetto di razionalizzazione delle risorse e dei presidi di Polizia di Stato sul territorio. Nel documento si parla della soppressione di 11 Commissariati distaccati di P.S., 2 Compartimenti e 27 Presidi minori di Polizia Stradale (tra cui vi sarebbe quello di Vasto), di 73 tra Sottosezioni e Posti di Polizia ferroviaria (tra cui sarebbe anche quello di Vasto-San Salvo), di 73 Sezioni provinciali di Polizia Postale, di 2 Zone di frontiera e 10 Presidi minori di Polizia delle Frontiere, nonché della soppressione di tutte le 50 Squadre nautiche, 4 Squadre sommozzatori, 11 Squadre a cavallo e 4 Nuclei artificieri. Insomma un piano duro che fa il paio con la riduzione delle forze di Polizia in questi anni da poco più di 115 mila unità a 94 mila.

L’annuncio dei tagli ai posti di Polizia vastesi è stato dato nei giorni scorsi dal sindacato Coisp attraverso le parole del suo Segretario generale provinciale di Chieti, Nicola Di Sciascio ed ha destato non poca preoccupazione alla luce anche degli eventi criminosi registrati in questi ultimi mesi.

Sincera preoccupazione è stata espressa anche dall’Onorevole Maria Amato. “La stazione di Vasto San Salvo è la più grande dopo quella di Pescara in Abruzzo –  spiega la parlamentare del PD, che ha inoltrato una interrogazione urgente al Ministro dell’Interno On.le Angelino Alfano per conoscere le motivazioni di tale rimodulazione – Sono preoccupata per questo rischio – aggiunge  Maria Amato – la Stazione di Vasto è “zona di confine” per la nostra regione. Nel recente passato il territorio sud dell’Abruzzo, ha visto le forze di Polizia portare a conclusione importanti e complesse operazioni di pubblica sicurezza e resistenza costante all’infiltrazione della criminalità organizzata. Depotenziare la loro presenza ora significherebbe vanificate un lavoro importante e rendere fragile il territorio del vastese, territorio di confine che rappresenta una delle porte di ingresso a elevato rischio anche per traffico di droga. Le preoccupazioni rivoltemi dalle rappresentanze sindacali e istituzionali sono anche di natura economico turistica. Basti pensare all’intenso traffico di turisti che coinvolge l’intero territorio Vastese per le innumerevoli bellezze paesaggistiche. L’eventuale fragilità di queste zone, sotto il profilo della sicurezza, potrebbe influire negativamente sulla domanda turistica e indebolire a sua volta il sistema economico ad esso collegato. Ora – conclude la Amato – vorrei che mi fosse spiegato con quali criteri, seppur nell’ottica della razionalizzazione della spesa, siano state assunte tali decisioni in merito al nostro territorio, senza sentire alcuna rappresentanza ne Sindacale ne Istituzionale del  territorio stesso”.

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