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Caso Cultura, Ivo Menna: la fattura e la frattura Bellafronte

Ivo Menna
Ivo Menna

La breve nota diramata stamane da Palazzo di Città, in vista dell’incontro pubblico voluto dal sindaco Luciano Lapenna per dire la sua sulle polemiche sollevate dal dossier D’Alessandro, ha scatenato molte reazioni e tra queste quella di Ivo Menna, che ha inviato un duro comunicato nel quale non lesina in frecciate al curaro. Per dovere di cronaca lo riportiamo integralmente, consapevoli che la vicenda non si chiuderà né con questo scritto né con l’incontro, ma non il contradittorio, voluto dal primo cittadino e di cui renderemo ampio resoconto.

“E’ un dovere politico ritornare e informare la città sul caso Bellafronte e sulla anomalia del cumulo di incarichi e dei compensi dopo la pubblicazione delle domande poste al Sindaco dal consigliere D’Alessandro e dopo avere appreso che il primo cittadino intende fare chiarezza sullo scandalo emerso da qualche giorno con un incontro pubblico in palazzo d’Avalos. Incontro pubblico per modo di dire perché ad esso parteciperanno i soliti nomi che di cultura si riempiono la bocca non escludendo qualche settore del mondo religioso. Il mio personale consiglio al Sindaco è l’invito a astenersi dallo scivolare su questo terreno molto rischioso e invece di mostrare cautela e prudenza su questo bubbone, anzi di estirparlo come moralmente richiede il caso. I dati squadernati qualche giorno fa dal consigliere comunale D’Alessandro sul cumulo degli incarichi, e le 10  stringenti domande postegli sulle somme percepite dal musicista Bellafronte, non lasciano spazio a difese di quest’ultimo da parte di chicchessia. Stretto nella morsa della fattura del noleggio degli strumenti affittati per 25.000 euro dal 2011 (perché non si è proceduto ad un pubblico bando per noleggio e direzione artistica?) e dei compensi da direttore di  Scuola Civica e Teatro Rossetti, per 73 mila euro, il nostro direttore si agita da qualche giorno invocando i componenti di quel sistema politico affaristico tuttora  operante in città. Nel sistema affaristico rientrano le associazione create ad usum delphini del teatro Rossetti, i componenti che ne fanno parte, e altri soggetti. Abbiamo letto su Piazza Rossetti, giornale web organico e riconducibile al Presidente del consiglio Peppino Forte, che dal 2006 brilla per la sua totale inadeguatezza politica e culturale, una difesa ad oltranza di Bellafronte:  come dire che Bellafronte ce lo invidiano nel mondo, e  addirittura paragonato (dalla presidente della Scuola Civica Musicale) ai due compositori romantici J. Brahms e L.van Beethoven e che tutte le città lo vorrebbero.  Insomma siamo al delirio di considerare questo musicista patrimonio dell’Unesco. Ma voglio ricordare a questa palude, l’incipit che apriva il mio intervento sulla questione Bellafronte, e che recitava :

“Claudio Abbado, figura indimenticabile, riconosciuto tra i piu’ grandi direttori d’orchestra del mondo, scomparso recentemente, gran parte dei guadagni ottenuti dirigendo  le più prestigiose filarmoniche, lo destinava alla formazione e creazione di orchestre giovanili allo scopo di coltivare talenti emergenti e consentire a tutti l’accesso alla formazione di base musicale.”

Insomma Claudio Abbado gran parte dei proventi li destinava alla formazione e creazione di nuove orchestre, il nostro se li trattiene!.

Ma Peppino Forte che riemerge sempre dalla palude democristiana  e che con i suoi sodali vecchi e nuovi tiene in scacco il partito democratico, guarda caso non pubblica le critiche di D’Alessandro e modestamente le mie, dimostrando quanta sia scarsa la sua  intelligenza politica e personale. Da quello che leggo e capisco, le retrovie democristiane e alcuni ex finti comunisti sono in stato di allerta per uno scandalo che dovrebbe indurre tutte le forze politiche a ripensare seriamente il ruolo di Bellafronte, del suo duplice incarico e dei relativi compensi,  dei contributi previdenziali versati (due  per S.C.M. e Teatro Rossetti, a cui si aggiunge quello del Conservatorio). Stiamo parlando solo per Vasto di una cifra di oltre 70 mila euro. Per non dire di quella autorizzazione del Conservatorio di Campobasso che escluderebbe doppi incarichi per un docente (e Bellafronte risulta docente a Campobasso, quindi ruolo pubblico). Siamo ad un copione che si ripete simile a quello del 2012 quando un usciere di turno, tale Curcio Sandro Valentini (noi lo conoscevano come Sandro Valentini architetto, e non come Curcio) facente parte della associazione degli Amici del Teatro Rossetti, sulla spesa di 15.200 euro per il concerto di Capodanno peroro’ ossequiosamente il musicista Bellafronte per le critiche rivoltegli da NOIVASTESI. Uno scandalo che si ripete quest’anno 2013 per il concerto di Capodanno (Determina n. 116 del 16 dicembre 2013) pagato circa 10.000 euro con una orchestra sinfonica straniera il cui reale costo non supera i 3.500,00 euro. Il sindaco convochi Bellafronte e si faccia dire dei suoi legami e intrecci con il musicista improvvisatosi direttore di orchestra, tale Piccinino di Ortona! Si chiarisca alla città la sua posizione!  Anche stavolta ci dirà che il teatro era pieno fino all’inverosimile?, 120 posti + altri 100? Ma per quanti posti è abilitato il Rossetti se non può contenere che 150 posti? E le Norme di sicurezza? : Trascurabili! Il caso in questione ci rimanda al quesito: chi sostiene Bellafronte e perché? E storicamente ci rimanda al 2006 quando si affermò il centro sinistra.  In quel momento storico doveva nascere una classe dirigente in città di grande spessore morale e culturale, ma il bubbone della lottizzazione clientelare e le spartizioni negli enti strumentali comunali  hanno toccato l’acme. Infatti per effetto della spartizione Il Teatro Rossetti andò in quota Margherita (Bellafronte), e la Scuola civica musicale in quota DS (presidente Anna Maria Di Paolo). Ma  stranamente, nel tempo, anche la Scuola Civica Comunale diventa proprietà e strumento di potere nelle mani di Bellafronte. Da queste due istituzioni e con i soldi pubblici costruisce una ragnatela di rapporti con il mondo musicale per lanciare la sua mediocre immagine di musicista. La palude democristiana divora e inghiotte l’alleato ex comunista. Vorrà il sindaco Lapenna affrontare politicamente questo? Vuole cogliere questa occasione per liberarsi dai ricatti e condizionamenti che ha ingoiato per anni da Forte a Bucciarelli, da quelle consorterie affaristiche azzerando la Giunta, chiudere il capitolo del Teatro Rossetti e della Scuola civica comunale? Vorrà ricostruire un progetto culturale cercando quelle personalità professionali e politiche che pur esistono in questa città così vilmente offesa da anni di inciuci e malgoverno? Si è accorto che il tessuto cittadino si è impoverito economicamente e civilmente e reclama una nuova dimensione? Ne sarà capace o vorrà continuare nei soliti rituali stanchi che indignano l’opinione pubblica vastese e condurrà alla fine di questo centro sinistra?”

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