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Tiziana Magnacca: siamo oramai diventati gli esattori per conto dello Stato

tiziana magnaccaSulla difficile situazione che stanno vivendo gli enti periferici dello Stato chiamati ad essere dei veri gabellieri, alla vigilia della manifestazione Anci in quel di Roma ci giunge una lettera del sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, che riportiamo integralmente perché affronta i punti nodali di quanto è successo finora e quanto potrà accadere in merito soprattutto alla tassazione.

“Non può passare nel silenzio la gravità delle decisioni assunte da questo governo per la fiscalità comunale. E ancor più quando le scelte vengono fatte in violazione ai diritti del contribuente e all’autonomia dei Comuni, con decisioni cervellotiche, talora contraddittorie e sempre tardive.

Il governo Letta non ha avuto il coraggio di esigere direttamente dai cittadini nuove tasse, imponendo  ai sindaci, che sono oramai diventati gli esattori per conto dello Stato, di chiederle per conto loro.

Gli amministratori comunali ci mettono la faccia, il tempo e le risorse e si assumono direttamente le responsabilità per le gabelle richieste e destinate allo Stato centrale.

La tassazione decisa dallo Stato ha vanificato le scelte fatte da questo Comune. Solo per fare un esempio  parliamo della Tarsu. Il Comune di San Salvo ha provveduto ad abbassare la tassazione sui rifiuti alle attività produttive, iniziativa quest’ultima del tutto azzerata poi dai 30 centesimi che i cittadini hanno dovuto pagare allo Stato per ogni metro quadro. Non solo aumenti nella tassazione comunale, ma anche tanti pasticci legislativi che hanno lasciato i comuni e i cittadini in una generalizzata confusione.

Dapprima sull’Imu, poi la sceneggiata sulla tassa rifiuti (Tarsu, poi Tares, a novembre di nuovo Tarsu). Poi è rispuntata la mini Imu. Se da Roma ci avessero detto per tempo, e non il 30 novembre (ultimo giorno utile per modificare le tariffe) che avrebbero ripristinato la mini Imu, avremmo di certo cambiato l’aliquota abbassandola al 4 per mille.  E invece così non è stato proprio per la politica del gambero che sta caratterizzando la fiscalità di questo governo, il quale aveva provato a rassicurare gli italiani che non si sarebbe pagato nulla sulla prima casa, ma poi facendo l’esatto contrario.

La legge di stabilità per il 2014 presenta un lungo elenco di nuove tasse e di nuove sigle da ricordare: Tasi, a cui si aggiunge l’Imu per la seconda casa e poi ancora la Tari.

Come sindaco sono preoccupato perché il governo non ci mette nella condizione di poter decidere per il bene dei nostri cittadini. Nuove tasse che producono una sola certezza: più soldi da incassare per conto dello Stato, meno risorse per le nostre comunità.

E mentre per i cittadini sono già operative le nuove tasse i Comuni non hanno ancora alcuna garanzia di poter beneficiare delle risorse da inserire in bilancio.

Riduzione di gettito appesantita dai tagli operati dal governo a danno dei Comuni, che avranno ancora meno risorse a disposizione.

Faremo sentire la nostra voce, anche attraverso l’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci), per ribadire domani 29 gennaio tutti insieme a Roma al governo l’urgenza di trovare una soluzione normativa logica, chiara, efficace e non pasticciata per prevedere certezze per i Comuni in materia fiscale che non creino ulteriori disagi ai cittadini-utenti sempre più vessati.

Questo governo ha lasciato i Comuni abbandonati a se stessi.  Problematica che lega indissolubilmente i Comuni ai loro cittadini: entrambi scaricati e lasciati al loro destino”.

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