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La Corte dei Conti “boccia” il Decreto Delrio di soppressione delle Province

NUOVE PROVINCE ABRUZZESI
Le nuove Province abruyzzesi secondo il Ddl Delrio

“E’ difficile ritenere che una riorganizzazione di così complessa portata sia improduttiva di costi”. E’ solo uno dei passaggi del documento presentato ieri dalla Corte dei Conti nel corso dell’audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato riguardante il Ddl Delrio sulla riforma delle Province. Confermato quindi il giudizio critico sull’argomento, peraltro già evidenziato precedentemente alla Camera dei Deputati.

A proposito delle Città metropolitane la Corte dei Conti, nel documento, parla di rischio di “ipertrofia organizzativa” e di “carattere eccentrico” della previsione della divisione in comuni della Città metropolitana poiché, evidentemente, produrrebbe nuovi enti. Per quanto attiene alle funzioni delle Province, la Corte stigmatizza il procedimento di svuotamento: in riferimento all’edilizia scolastica, parla infatti di “funzioni anche operative che eccedono la dimensione comunale” e, pertanto, è preferibile che restino in capo alle Province.

Il giudizio è netto sul tema dei risparmi: “è del tutto improbabile che una riorganizzazione di così complessa portata sia improduttiva di costi”, si legge nel documento, e i risparmi “nell’immediato sono di entità contenuta”. I costi invece sono considerati talmente certi che nelle conclusioni si sottolinea la necessità di “trovare adeguate coperture”.

“Il parere è talmente autorevole che il Parlamento ha il dovere di recepirlo – afferma il Presidente dell’Unione Province Abruzzesi, Enrico Di Giuseppantonio – se vuole salvaguardare l’interesse dei cittadini e dare l’esempio sul tema del risparmio dei soldi pubblici. Non si può predicare bene e razzolare male”.

“Ogni giorno – prosegue Di Giuseppantonio – abbiamo conferme sul fatto che la riforma Delrio causerà solo caos amministrativo e impennate di costi. Anche secondo il rapporto Legambiente ci sono scuole in Abruzzo che hanno evidenti problemi strutturali. Ancora: le strade sono chiuse, i ponti crollano e ogni giorno sui giornali sembra di leggere un bollettino di guerra e le Province, senza soldi e con i continui tagli di milioni di euro l’anno, hanno enormi difficoltà. Con la riforma subiremo la mazzata finale, e noi non sapremo cosa dire ai cittadini i quali giustamente pretendono che le cose funzionino a dovere”.

Sulla riforma il presidente dell’UPA  parla anche di “fatto di una gravità inaudita: il Decreto vieterà ai cittadini di votare chi li amministrerà. Le Province si stanno attivando per opporsi in ogni modo a questa decisione, ma abbiamo anche il dovere di mettere in guardia i cittadini per quella che si preannuncia una follia”.

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