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Regione: dopo l’approvazione del Bilancio, opposizione pronta alla guerra…legale

Consiglio regionale

Consiglio regionaleNon si placa l’agone politico regionale dopo il licenziamento da parte dell’Emiciclo sia del Bilancio di previsione 2014 che della Finanziaria nella seduta di fine anno respingendo tutti i 2300 emendamenti presentati dall’opposizione. Proprio sul comportamento della maggioranza sono pronti due esposti approntati dal centrosinistra, con esclusione dell’UdC.

Il primo verrà presentato congiuntamente alla Corte dei Conti e al Collegio dei Revisori dei Conti, per chiedere, alla prima, se si potessero utilizzare, come hanno deciso Chiodi e C. risorse del capitolo del personale, quindi relative a spese obbligatorie, per finanziare il maxi-emendamento approvato con il bilancio, che riserva circa 9 milioni di euro a spese facoltative, come cultura, parchi e riserve e agricoltura; ai Revisori il compito di decidere se il centrodestra non avesse l’obbligo di chiedere sul Bilancio un nuovo parere al centrosinistra dal momento che quello approvato è diverso da quello licenziato dalla giunta e sul quale il Collegio stesso si era espresso favorevolmente.

Il secondo esposto sarà presentato al Collegio per le garanzie statutarie per avere un parere sulla legittimità della decisione del presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, di annullare i circa 2300 emendamenti presentati dalle opposizioni.

La rabbia del centrosinistra per non essere riuscita a portare la Regione in esercizio provvisorio in vista dell’avvio della campagna elettorale per il rinnovo delle cariche a Palazzo Silone e all’Emiciclo trova puntuale risposta nella controreplica del governatore Gianni Chiodi “Il centrosinistra con l’ostruzionismo non intendeva intavolare una trattativa con la maggioranza, ma creare un danno agli abruzzesi per motivi politici, visto che sono in arrivo le elezioni regionali”. E il presidente della Giunta ci va giù ancor più pesantemente quando accusa il centrosinistra di “ignoranza sesquipedale” ovvero “grassa ignoranza”. ”Qualora dovessero tornare al governo della Regione – ha aggiunto Chiodi – che l’ultimo chiuda la porta, ci sarà da scappare dall’Abruzzo”.

Insomma ci si aspetta una dura battaglia anche nelle prossime settimane e sarà il giusto inizio di una campagna elettorale senza risparmio di colpi, una delle più difficili e indecifrabili dell’era moderna alla luce anche dell’adozione della nuova legge elettorale che taglia assessorati e scranni consiliari.

Lu. Spa.

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