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Comitato di gestione di Punta Aderci, esclusi i rappresentanti dei proprietari terrieri

Desiati_SigismondiSolo ieri l’assessore Marco Marra annunciava l’avvenuto rinnovamento del Comitato di gestione della Riserva naturale di Punta Aderci (questo il nome dato all’area protetta nonostante che la storia ci racconti come tutta l’area sia da sempre nota come Punta d’Erce); oggi è ancora una volta una parte della minoranza ad esprimere il proprio forte dissenso per le nomine decise in particolare in merito all’esclusione dal medesimo Comitato di almeno un rappresentate dei proprietari delle terre che ricadono all’interno della riserva.

Su tutta la vicenda è duro l’affondo di Massimo Desiati ed Etelwardo Sigismondi che ripercorrono innanzitutto il quadro di come si sia giunti a una tale decisione:

“La Giunta comunale di Vasto ha nominato un nuovo “Comitato di gestione” per la Riserva di Punta d’Erci. L’odierna decisione, peraltro sollecitata dall’opposizione fin dal 2010, scaturisce da una semplice mozione presentata nel marzo del 2012 ed approvata dalla sola maggioranza, che basava la sua ragion d’essere sul famoso “Patto per il territorio”, strumento fallito ancor prima di essere stipulato.

In definitiva, la mozione impegnava il Sindaco e la Giunta a nominare un nuovo Comitato di Gestione in rappresentanza di realtà diverse da quelle previste dalla originale Delibera del Consiglio comunale del Febbraio 2000, istitutiva del Comitato stesso”.

Nel documento diramato congiuntamente si entra poi nel merito della vicenda “Ne è scaturita una nuova composizione che vede partecipi: il Sindaco o suo delegato, Pasquale D’Ermilio, dirigente del settore Urbanistica del Comune di Vasto, Roberto Cocco, responsabile dell’Arta, Pietro Smargiassi, in rappresentanza del Coasiv e Francesco Famiani, in rappresentanza delle associazioni ambientaliste.

Quale è la differenza sostanziale nella composizione di tale Comitato rispetto a quanto stabilito nel 2010 dal Consiglio comunale? L’inserimento di un rappresentante del COASIV, Consorzio per l’area di sviluppo industriale del Vastese, e la cancellazione della presenza di un rappresentante dei proprietari delle terre ricomprese nel perimetro della riserva”.

Sono concordi i due esponenti di centrodestra quando affermano che si tratta di una “decisione fuori da ogni logica e del tutto sbagliata ed inoltre operata in dispregio delle norme che sovraintendono la revisione della composizione del Comitato di gestione”, che poi insistono parlando di gravità “Sotto questo ultimo aspetto, infatti, la gravità delle decisione è palese, laddove, con una  semplice Delibera di Giunta, è stata modificata e stravolta una decisione sancita con una Delibera di Consiglio, nel 2000. Per modificare la composizione del Comitato di Gestione della Riserva sarebbe stata indispensabile una nuova Delibera del Consiglio Comunale e non una Mozione o una Delibera di Giunta. Con un atto di Giunta si sarebbero potuti adeguare soltanto i nomi dei rappresentanti delle realtà individuate precedentemente ma non certamente la composizione del Comitato di Gestione in ordine alla sua configurazione di istituto. Così facendo, il Consiglio è stato espropriato di una specifica e propria competenza”.

Per Desiati e Sigismondi “così operando, è stata negata la rappresentanza a chi, con sforzo e difficoltà, svolge attività economiche nel settore agricolo e turistico”.

I due esponenti di minoranza pongono in risalto come in questa maniera si sia deciso di consentire la rappresentanza esclusivamente a chi deve tutelare gli interessi degli insediamenti industriali, peraltro giustamente, di fatto, però, discriminando chi svolge attività legate al mondo agricolo. “In definitiva – scrivono infatti i due – nel Comitato di Gestione della riserva, si è scelto di assicurare la presenza dei rappresentanti del sistema industriale di quell’area e non dare rappresentanza, invece, a quelli delle attività agricole o turistiche della zona.

L’area del nucleo industriale ha un proprio sistema di gestione che mira alla tutela degli interessi economici dei proprietari degli opifici che insistono al suo interno e di questi, giustamente, se ne riconosce la rappresentatività negli organismi decisori. Al pari, noi riteniamo indispensabile che nel Comitato di gestione della Riserva Naturale di Punta d’Erce ci siano i rappresentanti di chi svolge attività agricole e turistiche all’interno dei suoi confini. Ed invece, incredibilmente, la gestione della Riserva vede rappresentato il sistema industriale e non quello agricolo e turistico!

Crediamo questo avvenga soltanto nella Riserva naturale di Punta d’Erce, soltanto a Vasto, unico caso al mondo”.

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