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E a Natale in centro si spengono le luci…

luminarieNatale, lo sanno tutti, è la festa delle famiglie, dei colori, delle luci…quelle che trovi nei presepi, sugli alberi e a rallegrare le vetrine e le vie del centro cittadino  e non solo. Quest’anno, però, qualcuno  sembra interessato a gettare un velo di oscurità sullo shopping e la passeggiata natalizie, un velo fatto ancora di prelievi forzati dai portafogli degli imprenditori e degli esercenti già alle prese con la crisi più devastante di sempre.

Proprio in queste ore, infatti, costoro si sono visti recapitare dalla Polizia municipale, su disposizione della Prefettura, un documento nel quale sono riportati gli adempimenti che devono assolvere, non per mettere tavoli in più, i fantomatici dehors ormai attesi da anni, i funghi per il riscaldamento delle aree esterne, o per consentire a qualche gruppo musicale o artista di fare il proprio spettacolo e allietare coloro che decidono per un’escursione in centro storico…nulla di tutto questo, ma per mettere le luminarie dinanzi i propri locali e nelle loro eventuali vetrine.

Per l’installazione di quelle lucine bisogna inoltrare richiesta di autorizzazione che va compilata e consegnata al Commissariato allegando due marche da bollo da 16 euro, pena la rimozione di quelle che ricadono sul suolo pubblico.

E non solo: con una parassi burocratica che appartiene allo statalismo italiano alla richiesta ava allegata un’ulteriore corposa documentazione  (il tutto per soli 30 giorni di installazione, mah?!) che va dalla certificazione che l’impianto (di luminarie) è stato posizionato da un tecnico specializzato (che va pagato, dunque, altre spese) all’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico e un’idonea copertura assicurativa.

L’operato della Prefettura e di riflesso della Polizia municipale trova il suo fondamento nell’articolo 57 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps), immodificato da quando fu promulgato con Regio Decreto n. 773 del 18 giugno 1931, in base al quale “Senza licenza della autorità locale di pubblica sicurezza non possono spararsi armi da fuoco né lanciarsi razzi, accendersi fuochi di artificio, innalzarsi aerostati con fiamme, o in genere farsi esplosioni o accensioni pericolose in un luogo abitato o nelle sue adiacenze o lungo una via pubblica o in direzione di essa. È vietato sparare mortaletti e simili apparecchi.”

Di fronte a una situazione paradossale che non può non lasciare sconcerti pare logico come molti esercenti abbiano minacciato di togliere gli addobbi natalizi dinanzi le loro attività rendendo più freddo un “clima” festivo che non è già certamente dei migliori.

Ad infiammare la polemica, poi, è intervenuto a nome di Giovani in Movimento, il sodalizio che raggruppa alcuni giovani del centro-destra, il presidente Marco Di Michele Marisi con una nota che porta un duro attacco all’Amministrazione comunale: “Chiedere ancora soldi agli esercenti pubblici per l’installazione – scrive Di Michele Marisi – fuori dalle proprie attività, delle luminarie natalizie che già comprano loro e per le quali pagano loro la bolletta della luce, sembra veramente la prosecuzione di una lotta senza fine al commercio vastese.” “L’ultimo pezzo di carta che gli esercenti di Vasto hanno ricevuto o stanno ricevendo in questi giorni, dopo quello che chiedeva la rimozione delle insegne a bandiera – ha spiegato il responsabile di GiM – è un modello di ‘domanda di licenza per la realizzazione di impianti elettrici provvisori per illuminazioni pubbliche straordinarie’, con tanto di specifiche per gli innumerevoli allegati che dovranno presentare, per installare semplicemente le luci di Natale. Trentadue euro di marche da bollo e documentazione simile, tra poco, a quella che si richiede a chi deve costruire una casa. Non solo, dunque, i commercianti si preoccupano di creare un clima festoso in città illuminando le strade a spese loro…gli si chiede anche di pagare una tassa! Insomma, tra crisi e continue imposte, ci mancava solo questa”.

Il giovane esponente di centro-destra chiama in causa direttamente l’amministrazione anche in modo provocatorio “Qualcuno obietterà – ha proseguito il Responsabile di ‘Giovani In Movimento – che è la legge che lo stabilisce. Bene, ma visto che è l’articolo 57 del ‘Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza’ a decretare ciò, il Comune, consapevole delle norme, avrebbe potuto programmare e prevedere degli sgravi a beneficio di chi avesse partecipato all’abbellimento della città durante le festività natalizie, così da fargli recuperare la curiosa tassa e da invogliare, addirittura, a rendere più accogliente Vasto. Ma che ci vuoi da questi? Loro spengono il cervello, voi spegnete le luminarie!”

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