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“Fare chiarezza sul caso Stogit di Montalfano”

Marilisa Spalatino
Marilisa Spalatino

Dopo la spontanea mobilitazione degli abitanti di Montalfano che lamentavano l’emissione di sgradevoli esalazioni dalla Stogit, il circolo di Cupello/San Salvo di Rifondazione Comunista torna sulla questione, annunciando – attraverso la segretaria Marilisa Spalatino – un’interrogazione regionale urgente per far luce su alcuni aspetti ritenuti poco chiari: “Sul caso Stogit di Montalfano ci eravamo già espressi qualche mese fa, tramite un comunicato stampa, facendo notare come questo impianto di stoccaggio rientrasse a tutti gli effetti nella Direttiva Seveso (D. lgs 344/199) poiché considerato ‘a rischio rilevante’ . Il motivo di tale rischio è legato al pericolo di scoppi e di inquinamento di terreni ed acque circostanti, soprattutto se lo stoccaggio insiste su zone sismiche e se, come in questo caso, si aumenta notevolmente il grado di pressione (secondo la richiesta della Stogit qui la pressione è stata aumentata del 10%). A tutt’oggi non sappiamo se l’impianto di stoccaggio di Montalfano, come prevede la Direttiva, si sia dotato di un piano d’emergenza e se tale piano sia stato depositato al Comune di Cupello. Bisogna ricordare, infatti, che per l’attività di stoccaggio, come per tutte le altre attività produttive sottoposte alla Direttiva Seveso, il piano di emergenza è necessario non solo per i lavoratori dell’impianto ma anche per la cittadinanza che vive nel territorio circostante. Sarebbe necessaria, inoltre, la perimetrazione delle cosiddette “curve di isodanno” le quali stabiliscono un’ area di sicurezza, cioè una distanza minima di garanzia in caso di scoppi o incidenti. Dopo il nostro primo comunicato sulla Stogit, a tutt’oggi, non sappiamo se questa regolamentazione è stata rispettata. Oltre all’aver ottenuto la rimozione delle gigantografie su Paolo Scaroni presenti al centro storico di Cupello e una copia della convenzione che Stogit ha sottoscritto col Comune di Cupello, non abbiamo altre novità. Dopo il presidio che i cittadini di Montalfano hanno autonomamente organizzato per lamentarsi delle emissioni maleodoranti nei pressi dell’impianto, ci siamo immediatamente attivati per incontrare alcuni manifestanti e farci spiegare l’accaduto. In seguito all’incontro, ci è parso doveroso mobilitarci politicamente per andare a fondo alla questione e scoprire cosa i cittadini di Montalfano hanno respirato negli ultimi giorni e se le esalazioni moleste possano essere di qualche pericolosità, oltre ad accertarci quale ne possa essere la causa, ufficialmente non identificata nell’impianto della Stogit dalla ditta e dai primissimi rilievi dell’Arta (così come riporta la stampa). Nei prossimi giorni presenteremo un’interrogazione regionale urgente sulla questione e nello stesso tempo abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti all’Arta per ottenere i dati sulle emissioni e richiesta al Comune di Cupello per ottenere il piano di emergenza della Stogit. Questi dati, quando saranno a nostra disposizione, verranno analizzati da tecnici esperti del settore. Dopodiché, avendo tutte le informazioni necessarie (il piano d’emergenza; i dati sulle emissioni; la Convenzione; la risposta all’interrogazione regionale) sarà indetta un’assemblea pubblica a Montalfano, al fine di comunicare a tutti i cittadini le informazioni in nostro possesso. Nel frattempo, invitiamo tutti i cittadini a monitorare la situazione ed esprimiamo la nostra solidarietà per l’accaduto e la nostra piena disponibilità per nuove azioni di protesta, qualora fosse ancora necessario”.

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