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“Bilancio puramente tecnico e numerico”, il no del Pd in Provincia

camillo-d'amico“Ieri abbiamo espresso la nostra contrarietà ad un bilancio di previsione 2013 che è la risultante di un puro esercizio tecnico e numerico; altri anni, di questi tempi, eravamo soliti discutere ed esaminare gli equilibri finanziari dell’ente atti ad impegnare o stornare risorse per le spese utili e necessarie prima della fine dell’anno”. Così Camillo D’Amico, capogruppo provinciale del Partito Democratico ha commentato il voto su un bilancio di previsione che, come accaduto per molti altri enti, risulta più che altro un consuntivo, considerati i ritardi nell’approvazione. Senza contare la perdurante incertezza fiscale.
“Non è possibile discutere compiutamente un documento finanziario, corredato da una pianificazione generale delle opere pubbliche, – ha sottolineato D’Amico – quando non ci sono spazi temporali atti ad avere una pur minima discrezionalità nelle scelte politiche per realizzarle; è l’evidente limite delle politiche messe in atto da governo e parlamento nazionale che non danno certezze agli enti locali limitandone l’azione amministrativa che va a solo danno dei cittadini e del territorio amministrato. Non è più possibile e tollerabile una politica fatta solo di continui tagli nei trasferimenti che si traducono in forti riduzioni nei servizi ai cittadini, mancanza d’investimenti ed incertezza concreta per il futuro. Pur avendo espresso un convinto voto contrario al bilancio di previsione del 2013 ed al piano triennale delle opere pubbliche collegato abbiamo votato un ordine del giorno che formula precisi indirizzi alla giunta per aggiornare l’importante documento di pianificazione raccogliendo tutti gli emendamenti ritenuti tecnicamente ammissibili e votati favorevolmente dalla commissione consiliare di riferimento prima che si consumi la fine della legislatura ed avvengano scelte frettolose, sbagliate e prive di senso a danno delle province al solo scopo di dare soddisfazione alla ‘pancia’ della gente mediaticamente oberata da annunci facili e demagogici. La mancanza di certezze danneggia tutti e vogliamo chiarezza per il futuro in termini di ruoli e competenze che s’uniscano a risorse vere che consentano una programmazione chiara ed in tempi utili; questa è la ragione per la quale abbiamo rappresentato al Presidente Enrico Di Giuseppantonio la nostra vicinanza e partecipazione alle azioni messe in atto per demistificare la demagogica campagna a danno delle Province che vanno certamente riformate ma in una chiara logica complessiva che riguardi tutti i livelli istituzionali. La battaglia la produciamo non è per difendere le nostre postazioni, comunque votate direttamente dai cittadini elettori, ma perché è altrove che si consumano costi e privilegi che non vengono affatto scalfiti”.

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