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Consorzio di Bonifica, ora D’Amico chiede la testa di Marchetti e del Cda

consorzio di bonifica-agitazioneDichiarare la vicinanza solidale ai lavoratori, in stato di mobilitazione permanente e senza stipendio da 8 mesi, è poca cosa rispetto al dramma più ampio che si sta consumando ai danni dell’intero territorio che rischia di perdere servizi reali ed essenziali”: lo ha affermato il capogruppo del PD in Consiglio provinciale Camillo D’Amico di fatto attaccando coloro che al Consorzio di Bonifica si sono recati in questi giorni.

“Tutto questo – ha aggiunto -avviene per l’ingordigia politica di chi ritiene le istituzioni come “cosa propria” da occupare ad ogni costo per il tramite di “amici” sicuri,  affidabili ed al di là di ogni manifesta capacità”.

Il tono dell’esponente democratico si fa ancor più duro, quando chiede che “Le dimissioni del Presidente e della deputazione amministrativa, tutta “politica”, è il minimo di decenza che, coralmente, tanti stanno chiedendo; in sostituzione, un commissario regionale ad acta, che faccia chiarezza  sull’esatto ammontare dei debiti ed elabori un chiaro e partecipato programma di rientro in equilibrio, indica nuove elezioni e riconsegni all’ente consortile un amministrazione democratica e legittimata dalla contribuenza pubblica e privata.

Troppe zone d’ombra esistono nella gestione dell’attuale presidenza che vanno chiarite al più presto”.

Una richiesta che da mesi viene sollecitata anche dalle organizzazione del mondo agricolo, Coldiretti, Cia e Copagri i cui rappresentanti hanno da tempo lasciato il Consiglio. E D’Amico alza il tiro anche contro il silenzio di questi  mesi di Fabrizio Marchetti, colui contro il quale è diretta la lapidazione mediatica innescata soprattutto dalle dichiarazioni del rag. Raffaele Felice, già presidente del Collegio dei revisori di conti del Consorzio.

“E’ intollerabile assistere all’insensibile atteggiamento silente e disinteressato del presidente Fabrizio Marchetti e dell’intera componente “politica” che lo sostiene; di fronte a tanto sfacelo dovrebbe solo rassegnare le dimissioni e favorire un chiarimento necessario e propedeutico a successivi atti di assunzione di plurale responsabilità.

Il consorzio di bonifica è un ente utile al territorio se esercita servizi e funzioni proprie come la gestione dell’acqua non destinata alla potabilizzazione; quello con sede a Vasto sta perdendo grandissime opportunità per pura cecità politica.

Noi saremo contro ogni tentativo che voglia scaricare sulla contribuenza pubblica e privata i tanti eccessi di una gestione poco partecipata e democratica che ha portato l’ente consortile con sede a Vasto al fallimento.

C’è estremo bisogno di recuperare una gestione democratica e partecipata”.

Intanto è iniziato lo sciopero dei dipendenti del Consorzio, circa una cinquantina tra effettivi (29) e stagionali, che dopo i sacrifici fatti nei mesi estivi per evitare il collasso del sistema irrigatorio dei campi, a fronte del persistere del mancato pagamento degli stipendi, nonostante gli impegni assunti dall’assessorato all’Agricoltura dinanzi al Prefetto Fulvio rocco De Marinis, hanno deciso di incrociare le braccia.

Il tutto mentre c’è attesa per il dibattito nell’Aula Vennitti di Vasto nella prossima seduta del Consiglio comunale.

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