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Caso De Fanis, il gip respinge la richiesta di libertà per tutti i coinvolti

De Fanis_Luigi_2Il gip del tribunale di Pescara, Maria Carla Sacco, ha respinto la richiesta di remissione in libertà per tutte e quattro le persone raggiunte da provvedimenti restrittivi nell’ambito dell’inchiesta il Vate che il 12 novembre scorso ha visto finire in manette per mano del Corpo Forestale dello Stato l’ormai ex assessore alla Cultura della Regione Abruzzo Luigi De Fanis. Aveva 5 giorni per pronunciarsi la Sacco dalle richieste formalmente presentate dai legali difensori dei vari imputati soltanto lunedì mattina in occasione degli interrogatori di garanzia.

Restano, dunque, agli arresti domiciliari il De Fanis e la sua segretaria personale Lucia Zingariello, che si erano avvalsi ambedue della facoltà di non rispondere alle contestazioni della Procura in occasione della comparsa dinanzi al gip. Obbligo di dimora confermato per Rosa Giammarco, responsabile dell’Agenzia per la Promozione Culturale della Regione Abruzzo, ed Ermanno Falone, rappresentante legale della onlus Abruzzo Antico.

Il giudice Sacco si è allineato alla linea della Procura che attraverso le parole del pm Giuseppe Bellelli, titolare dell’inchiesta insieme al procuratore capo Federico De Siervo, aveva espresso parere negativo in merito a una possibile revisione delle  misure restrittive.

L’inchiesta punta a fare chiarezza sulla sussistenza di reati gravi quali concussione, truffa aggravata e peculato.

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