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Sasi: contro la gestione Scutti annunciato il ricorso al TAR

Sasi_2Quasi un mese fa, il 19 ottobre per la precisione, incontrammo il sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca e l’onorevole Fabrizio Di Stefano nella Sala consiliare del comune. Uno degli argomenti trattati fu proprio la complessa questione della Sasi, sulla quale gli esponenti del centrodestra hanno mostrato una posizione perentoria contro l’operato del neo-rieletto presidente Domenico Scutti.

In particolare si ipotizzava un ricorso al Tar per la irregolarità della formazione del nuovo Cda, eletto il 7 ottobre scorso, da parte di Scutti, che, in base al metodo D’Hondt  (lo stesso delle elezioni comunali) adottavo per la ripartizione dei seggi all’interno del Consiglio di Amministrazione, avrebbe dovuto assicurare due posti ad esponenti del Partito Democratico ed uno al Popolo della Libertà.

Alla prima convocazione, però, il presidente ha convocato tre rappresentanti contemplati nella lista del PD adducendo come scusante il fatto che il candidato del centrodestra non poteva sedere in Consiglio in quanto dipendente comunale e, quindi, incompatibile.

Il centrodestra è concorde nel sostenere questa parte della tesi di Scutti, ma rivendica l’obbligatorietà di scorrere i nominativi della lista del PdL per la surroga del candidato incompatibile.

Sulla vicenda adesso, dovranno pronunciarsi i togati amministrativi perché quest’oggi il coordinamento dei sindaci dei comuni di centrodestra, soci della Sasi, hanno annunciato il ricorso al Tar Abruzzo.

“Scutti – ha spiegato il deputato Fabrizio Di Stefano, accusando gli atti del presidente di illegittimità – attraverso una sua personale interpretazione del regolamento, è andato contro il mandato dell’assemblea dei sindaci”.

E Di Stefano lancia l’allarme anche su quelle che potrebbero essere le pesanti conseguenze di un tale atteggiamento “Non capiamo la latitanza del centrosinistra, si rimarca, perché la Sasi rischia la paralisi, con danni per il territorio. Non si procederà neppure alla fusione con l’ente patrimoniale Isi (titolare della rete di condutture), con danni economici di oltre 15 milioni di euro. Inoltre Scutti – afferma – Di Stefano, si è attribuito la maggior parte delle deleghe, esautorando di fatto il Cda”.

Che qualcosa non quadri nella vicenda appare ancor più evidente dopo che un componente del nuovo Consiglio di Amministrazione proprio nella lista del PD, il dipendente comunale di Lanciano Brunella Tarantino ha presentato una lettera a Scutti, in cui evidenzia come le scelte sugli eletti non rispecchino il volere dell’assemblea e lo Statuto, sollevando anche la questione della possibilità che esse creino non pochi problemi sulla gestione futura dell’ente.

Lu. Spa.

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