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Febbo al PD: il Parco della Costa teatina s’ha da fare oppure no?

fotofebbo1Per tanti mesi era stato al centro degli attacchi del centrosinistra in merito a quella che i denigratori consideravano una posizione ambigua sulla costituzione del Parco della Costa teatina ed oggi Mauro Febbo, alla luce delle dichiarazioni che si sono succedute a partire dal quell’ormai fatidico 25 ottobre in quel di Gissi, si toglie più di un sassolino dalle scarpe. “Con molto stupore – scrive – devo registrare debolezze e contraddizioni nelle posizioni di alcuni esponenti del Partito Democratico sul tema della petrolizzazione  e sviluppo nella nostra Regione, nonché del silenzio più assordante di quella sinistra e del mondo dell’associazionismo oltranzista, cosiddetto “ecologista ed ambientalista”. Gli eventi economici e sociali, lo stallo legato alla situazione congiunturale, invece, richiederebbero una forte azione riformatrice e scelte davvero innovative. Siamo chiamati a guardare avanti e non al passato”.

Un affondo, quello di Febbo, che ha destinatari ben precisi “Credo che sia proprio imbarazzante, inspiegabile e in piena contraddizione la posizione assunta da autorevoli esponenti del Partito Democratico come un ex Ministro della Repubblica Cesare Damiano, il deputato della provincia di Chieti Maria Amato e il sindaco di Cupello nonché candidato alle ultime primarie Angelo Pollutri”.

“Vorrei sapere – incalza Febbo – se il lavoro che stiamo svolgendo negli ultimi mesi, unitamente al Ministero dell’Ambiente (Pd), per realizzare e determinare i criteri sia della perimetrazione sia della zonizzazione del costituendo Parco Costa Teatina vada portato avanti e con quale strategia territoriale. Vorrei sapere se questo lavoro, dopo 12 anni di forti contrapposizioni che ne hanno di fatto bloccato la concretizzazione, verrà vanificato da lobby imprenditoriali ‘oscure’ che solo oggi vengono allo scoperto. La paventata ipotesi d’istallazione di  Ombrina Mare a ridosso della costa dei  trabocchi è stata allontanata proprio inserendo il Parco in una logica sia di salvaguardia delle nostre bellezze sia di sviluppo della costa teatina. È impensabile rispondere all’attuale crisi economica del nostro territorio rispolverando solo vecchi schemi asettici ormai esauriti nella loro attuale efficienza. Che  la posizione del PD sia molto ambigua lo si comprende perfettamente anche dalla mancata presa di posizione proprio del Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato, anch’egli PD.  Il Partito Democratico deve fare  chiarezza e dire ai suoi elettori (e non) quale futuro per l’Abruzzo intende costruire e modellare per le future generazioni. Non è corretto e coerente cambiare le carte in tavola proprio adesso che abbiamo intrapreso una strada diversa e innovativa proprio nello sviluppo dell’agricoltura”.

L’assessore regionale alle Politiche agricole non risparmia neppure le associazioni ambientaliste ree di omertà di fronte al dietro-front della sinistra democratica “Non oso immaginare – sottolinea Febbo – cosa sarebbe successo se il Presidente Chiodi o un esponente del Governo Regionale avesse rilasciato dichiarazioni a favore della petrolizzazione o con tesi a supporto di Ombrina Mare. Dove sono finiti gli ambientalisti come il WWf, l’associazione “Vogliamo il Parco”, il comitato “NO Petrolio”, l’organizzazione Greenpeace e quella sinistra radicale come Rifondazione e SEL che non hanno mai perso un’occasione per manifestare, esporre striscioni e urlare la loro idea ambientalista? Le organizzazioni come Cna e Confesercenti, che tutelano migliaia di attività abruzzesi cosa pensano? E infine, ma molto importante, da quale parte del PD si schierano adesso il Sottosegretario On. Giovanni Legnini e i sindaci di Vasto, Fossacesia e Lanciano che erano in prima fila con i propri Gonfaloni a sfilare lo scorso Aprile a Pescara in quella manifestazione “NO TRIVELLE” proprio da loro organizzata?”.

 

“Il nodo del problema – continua l’assessore regionale alle Politiche agricole –   è tra chi ritiene che il futuro sia semplicemente la continuazione del presente o peggio il riproporsi del passato, e chi invece ricerca e sperimenta nuovi strumenti di discontinuità mettendo in campo idee nuove di sviluppo. Fino adesso abbiamo lavorato ad un percorso per arrivare a una crescita inclusiva, intelligente e sostenibile, che parli di mobilità, industria green, efficienza energetica e fonti rinnovabili, agricoltura di qualità, eccellenze agroalimentari unitamente al turismo e all’ambiente, il tutto come chiave strategica per costruire nuovo benessere e dare risposta ai nuovi stili di vita. Questa è la strada intrapresa sia dal sottoscritto sia dal Governo regionale al fine di creare i presupposti per un Abruzzo capace di affrontare con orgoglio le nuove sfide sociali ed economiche. È compito della buona e coerente politica dare forza a questi cambiamenti sociali, comprendere la vitalità e le speranze dei  territori, essere forza propulsiva, investire nell’eccellenze, nell’innovazione, ricerca e nella conoscenza”.

“Viviamo in un tempo diverso, la crisi è evidente, però l’Abruzzo guarda avanti, con politiche attente alle persone e capace di valorizzare i territori. Il Parco della Costa teatina intende essere un esempio di come guardare avanti, di come attuare una politica sostenibile del territorio dove possono convivere l’agricoltura, il turismo e gli altri assi portanti della nostra economia”.

“Pertanto – conclude Febbo – la politica deve avere la forza ed il coraggio di scegliere: passato o futuro, l’uno esclude l’altro. Mettere insieme tutto è peggio di scegliere il nulla. Non solo perché evidenzia la mancanza di una strategia ma anche perché annulla gli sforzi del presente. Per quanto mi riguarda, e per quanto riguarda la mia parte politica, la scelta (dopo un confronto duro, schietto e progettuale rispetto alle posizioni assunte negli anni passati) è stata fatta: andrò avanti senza ripensamenti avendo pieno sostegno compreso quello del Presidente Gianni Chiodi. A giorni, unitamente al Ministero Ambiente sottoporremo all’attenzione dei Comuni la perimetrazione e andremo a definire anche la zonizzazione”.

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