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Energia e rifiuti, nuova lacerazione nel rapporto PD – Prc

civeta_2L’incontro di Gissi, voluto dal Partito Democratico provinciale, ha ridato impulso a questioni che sembravano ormai sopite. In particolare ha buttato benzina sul fuoco delle polemiche in merito alla questione delle politiche energetiche soprattutto dopo che si sono registrati interventi che hanno riaperto inaspettatamente le porte alla petrolizzazione e all’insediamento di un polo per il riciclo dei rifiuti per scopi energetici in quel di Valle Cena.

Proprio su queste tematiche si registra una nuova pesante spaccatura all’interno di quella che potrebbe essere una delle possibili alleanze per la corsa alle regionali, ovvero il binomio PD – Prc. Proprio per mano dei propri rappresentati di Vasto (Maria Perrone Capano), Cupello (Marilisa Spalatino) e Fossacesia (Andrea Rosario Natale), è Rifondazione a levare gli scudi contro le posizioni emerse nell’incontro gissano con un comunicato che non lascia margine a interpretazioni di sorta e che riportiamo:

“Abbiamo assistito- scrivono – allo sdoganamento della petrolizzazione della nostra Regione –continuano-e alla riproposta di vecchi progetti, mai abbandonati, di gestire a Cupello i rifiuti provenienti da tutto il centro-sud italiano. Sono passati solo sei mesi dalla oceanica manifestazione di Aprile a Pescara, quando 40.000 persone sono scese in piazza per chiedere di fermare le trivellazioni in Abruzzo (a partire da Ombrina Mare 2).

Dopo aver colpito al cuore l’istituendo Parco Nazionale della Costa Teatina, rinviando ancora di sei mesi la definizione della perimetrazione e con una legge filoindustriale, i rappresentanti locali del PD (a partire dall’On. Maria Amato) tornano a parlare di Parco Nazionale della Costa Teatina affermando che è compatibile con le estrazioni petrolifere. Ritenere le trivellazioni un investimento produttivo è una dichiarazione smentita dalla nuda realtà  dei fatti e contrasta completamente con la manifestazione di Aprile alla quale il PD aderirà. I cittadini e le cittadine chiedono, nel pieno di una devastante e violenta crisi economica, scelte coraggiose, nette, decise, che diano loro certezze e sostegno.

Il Partito Democratico non ci sembra abbia risposto in maniera adeguata e coerente. Il sindaco di Cupello ha riproposto nel suo Comune una piattaforma per la gestione di tutti i rifiuti del Centro-Sud. Questo dopo aver volutamente fatto esprimere per ben due volte un parere favorevole quasi all’unanimità  al Consiglio Comunale riguardo la possibilità  di un inceneritore a Valle Cena. Sono anni che prova ad utilizzare l’immondizia come volano per lo sviluppo economico di questo paese, nel mentre consegna i carciofini doc di Cupello al Papa (coltivati nei pressi di Valle Cena) e nel mentre in Campania si sta svolgendo una tragica rivolta popolare per la questione della Terra dei Fuochi, connessa con un innalzamento eclatante dei tassi di malattie tumorali (un vero e proprio biocidio per tutta la Regione).

Inoltre, i cittadini devono sapere che per un impianto di incenerimento non sono necessari, mediamente, più di 7 operai e qualche tecnico specializzato. Ci sembra –spiegano i rappresentanti del Prc- evidente che la sua proposta, spesso presentata con termini equivoci e fantasiosi come “polo ecologico integrato” (che può voler dire tutto o nulla), non sia altro che una pura speculazione politica ed elettoralistica.

In ultimo, noi riteniamo doveroso, vista l’importanza dell’argomento, che tocca la sensibilità  del paese e dei cittadini tutti, porre a referendum questa proposta, dopo una seria discussione pubblica, aperta, condivisa, nel rispetto della volontà popolare e dei principi democratici. In quattro anni di governo regionale a guida PDL abbiamo assistito a inchieste della magistratura e crisi continue di un sistema apparso spesso ai limiti del collasso (due province su quattro ad oggi non hanno impianti!).

Il PD, candidandosi alla guida della Regione dopo le prossime elezioni, cosa propone? Vuol forse tornare ai “4 inceneritori” di Del Turco? E in tutta questa passerella, – concludono – i lavoratori e le lavoratrici della Val Sinello, sono rimasti sullo sfondo”.

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