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Sasi, Rifondazione chiede ai sindaci di rimuovere il nuovo Cda

Marco Fars
Marco Fars

È con un comunicato dai toni durissimi che Rifondazione comunista interviene nella questione della Sasi alla luce delle vicende che la stanno interessando. “Le notizie ampiamente riportate dalla stampa – si legge in un comunicato diramato da Marco Fars, segretario regionale del partito, e Riccardo Di Gregorio, segretario provinciale – e  inerenti avvisi di garanzia per il Presidente della SASI (appena riconfermato) Domenico Scutti ed alcuni ex consiglieri di amministrazione, avvalorano le denunce e le richieste di un netto cambio di rotta per la SASI e la gestione dell’acqua in Provincia di Chieti portate avanti in questi anni dal Comitato Acqua Bene Comune di Lanciano e Vasto (che il Partito della Rifondazione Comunista sostiene sin dall’avvio della pluriennale mobilitazione)”.

Anche Rifondazione punta il dito con un diretto atto d’accusa sull’appena riconfermato presidente Scutti senza risparmiare una stoccata ai tre schieramenti coinvolti nel rinnovo del Cda: “La precedente gestione Scutti è apparsa sempre più discussa e discutibile sotto tantissimi aspetti, dalla netta e totale chiusura verso le istanze della cittadinanza e dei comitati al rispetto dei referendum del giugno 2011 fino al contenzioso con l’ACEA (uno dei rilievi mossi dagli odierni avvisi di garanzia e tra i punti centrali anche dell’esposto della settimana scorsa del Comitato Acqua Bene Comune di Lanciano). Mentre i cittadini e le cittadine della Provincia di Chieti soffrono ogni estate di più una inaccettabile cronica mancanza d’acqua nelle case i sindaci di PD, PDL e UDC hanno svolto tre assemblee della SASI interessandosi unicamente della spartizione delle poltrone nel nuovo Consiglio di Amministrazione, arrivando a riconfermare la propria fiducia in Domenico Scutti, sulla cui gestione già varie indagini della magistratura erano in corso. Il non interessarsi minimamente di queste indagini, il non puntare sulla totale trasparenza e informazione alla cittadinanza di quanto stava accadendo, il voler mettere interessi di partito davanti a tutto e tutti decidendo di riconfermare senza alcun indugio una gestione a dir poco discussa e discutibile, appare oggi ancor di più nella sua gravità e insostenibilità”.

Conscia che “La magistratura farà il suo corso, e siamo ben consci che per la legge italiana nessuno è colpevole fino alla sentenza definitiva, ma l’attuale rotta non può proseguire, Rifondazione chiede, dunque, ai Sindaci di PD, PDL e UDC – “se ancora hanno un seppur minimo interesse al “bene comune” Acqua e ad una sua gestione limpida, chiara e trasparente” – di riunirsi immediatamente per rimuovere il nuovo Consiglio di Amministrazione, “su cui gli avvisi di garanzia di questi giorni pesano come macigni”.

Lu. Spa.

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