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Tares, botta e risposta tra destra e sinistra

TaresSono soprattutto le polemiche ad animare il delicato passaggio dell’approvazione del Regolamento di attuazione del nuovo tributo comunale sui rifiuti e servizi (Tares) introdotto dal Governo Monti e mantenuto da quello Letta.  Dopo la querelle senza risparmio di colpi tra Eliana Menna e Maria Perrone Capano, due ex compagne di coalizione, ora è la volta del confronto serrato tra maggioranza e opposizione su quanto accaduto nella seduta congiunta delle Commissioni Affari generali e istituzionali e Bilancio, allorquando tre ore dopo l’orario di inizio il presidente Elio Baccalà è stato costretto a chiudere la seduta per mancanza del numero legale.

Una evenienza che ha di fatto rimandato, certamente non bloccato, l’approvazione del regolamento e l’attuazione della Tares e che ha lasciato strascichi pesanti anche all’interno della maggioranza chiamata a rendicontare delle proprie responsabilità, tant’è che Francesco Menna, capogruppo del PD in aula consiliare ed esponente del partito chiamato a presenziare alla riunione ed invece assente si è sentito immediatamente in obbligo di porgere le proprie scuse per il ritardo con il quale si è presentato alla seduta di Commissione di fatto favorendo la situazione venutasi a creare. Menna prova a girare la frittata nella padella accusando le opposizioni di fuga, ma trova la pronta risposta di Massimo Desiati “La riunione era convocata per le 15.30. L’opposizione è andata via alle 18/18.30! Questa sarebbe una fuga???”

“E’ una polemica sterile – commenta il renziano Domenico Molino su un noto social network – la commissione era tenuta ad approvare un regolamento che non prevede tariffe ma soltanto, regola come succedeva (e forse succederà) nel 2012 con il regolamento della TARSU, quali sono i modi di imposizione del tributo TARES e quali gli sgravi per i cittadini. L’uscita dall’aula delle minoranze per i cittadini rappresenta solo un costo aggiuntivo, per essere chiari un’altra commissione, un altro gettone di presenza”.

Anche Molino, quindi, cerca di spostare il tiro sminuendo la valenza di quanto accaduto. Oltretutto alla vigilia di quella che potrebbe essere una attuazione pro tempore del tributo in quanto la legge di stabilità approvato dal Governo prevede per il 2014 l’introduzione del Trise, il nuovo  tributo sui servizi dei Comuni formato dalla Tasi sulle prestazioni indivisibili, che dovrebbe avere un’aliquota dell’1 per mille ed essere pagata in parte da proprietario e inquilino, e dalla Tari sui rifiuti, calcolata sulla superficie calpestabile dell’immobile e verrà pagata da chi lo occupa, proprietario o inquilino che sia.

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