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Macroregione adriatica, l’Abruzzo in primo piano

Roberto Mascarucci
Roberto Mascarucci

L’Abruzzo, l’università e le piccole imprese protagoniste della prima riunione europea di consultazione dei futuri protagonisti del progetto “Connettere la Regione Adriatico Ionica”. L’appuntamento, tenuto ad Ancona lunedì scorso, ed organizzato congiuntamente dalla Regione Marche e dai Ministeri degli Affari Esteri Italiano e Serbo, ha fatto da apripista all’importante appuntamento istituzionale che ieri, nella città dorica, ha visto la presenza dei vertici del governo italiano e della Repubblica Serbia, inaugurando una nuova stagione nei rapporti tra le due sponde dell’Adriatico.

Tra i relatori dell’incontro di inizio settimana, anche il professor Roberto Mascarucci,  docente alla Facoltà di Architettura dell’università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara; Mascarucci è intervenuto nelle vesti di membro del comitato scientifico che la Cna italiana, e delle regioni che si affacciano sul versante adriatico, ha messo da tempo al lavoro per preparare le piccole imprese all’appuntamento con l’integrazione che attende le diverse aree del Vecchio Continente. La relazione di Mascarucci è stata tenuta nel corso della sessione dedicata al miglioramento ed accrescimento della competitività dei trasporti regionali, alla connessione dei porti con il trasporto intermodale, alle infrastrutture dell’energia nella macro regione.

«Il nostro sistema guarda con grande attenzione agli sviluppi di questo progetto – afferma il presidente regionale della Cna Abruzzo, Italo Lupo, presente anche lui ad Ancona – ed è per questo motivo che da oltre un anno lavoriamo, dentro la nostra associazione e d’intesa con il resto del mondo dell’impresa, a una progressiva integrazione dei diversi modelli e all’individuazione dei principali aspetti strategici dell’area, a cominciare dalla rete ferroviaria ad Alta velocità». «Un processo – prosegue – che vede però il nostro sistema politico regionale, a cominciare dalla sua massima espressione, ancora troppo timido e scarsamente presente. Un esempio? L’Abruzzo, che possiede già due infrastrutture viarie, come la A24 e la A25, per il collegamento tra il Tirreno e l’Adriatico, e quindi tra la penisola Iberica e i Balcani, rischia di passare in secondo piano rispetto a una regione, come le Marche, che con la realizzazione della Fano-Grosseto, si è candidata a svolgere questa funzione»

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