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Nomina Cda della Pulchra, inammissibile il ricorso al Tar di Massimo Desiati

conferenza stampa-progetto per vasto-dimissioni-sindaco - 08-massimo desiatiCon provvedimento 201300472 la Prima sezione del Tribunale Amministrativo Regionale di Pescara ha dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione dell’adito giudice amministrativo il ricorso presentato da Massimo Desiati contro la nomina di Alfonso Mercogliano e Simona Di Mascio quali rappresentati della parte pubblica nel Consiglio di Amministrazione della Pulchra S.p.A., la società a capitale misto pubblico (Comune di Vasto) e privato (S.A.P.I.) che si occupa della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Il leader di Progetto per Vasto aveva sollevato dinanzi ai giudici amministrativi “la violazione e falsa applicazione dell’art. 42, comma 2, lett. m), del d.lgs. n. 267/2000 (T.U.E.L.), in combinato disposto con gli artt. 66, 78, lett. D), 88 e 89 dello Statuto del Comune di Vasto, nonché violazione e falsa applicazione della deliberazione del Consiglio Comunale 18 giugno 2011, n. 57, ed eccesso di potere sotto diversi profili; e la violazione e falsa applicazione dell’art. 6-bis della l. n. 241/1990, dell’art. 53, commi 5, 7, 9 e 14, del d.lgs. n. 165/2001, nonché degli artt. 9 e 11 del d.lgs. n. 39/2013 e degli artt. 3 e ss. del d.P.R. n. 62/2013”, violazioni con i quali, in brevis, si riconosceva l’incompatibilità all’incarico per ambedue i rappresentanti voluti dal sindaco Lapenna nel Cda della Pulchra.

Di fronte a tali ipotesi il Comune di Vasto ha depositato una memoria difensiva con documentazione allegata e ha eccepito “in via preliminare il difetto di giurisdizione e, comunque, il difetto di legittimazione attiva del ricorrente, nonché, nel merito, l’infondatezza del ricorso, di cui ha chiesto la reiezione, previo rigetto dell’istanza cautelare”.

I togati pescaresi hanno deciso di non entrare nel merito delle questioni sollevate da Desiati in quanto “il Comune di Vasto ha agito in qualità di socio, esercitando una potestà di diritto privato, il cui sindacato spetta, perciò, al giudice ordinario”

Il TAR inoltre ha ritenuto “– in applicazione dell’art. 11 c.p.a. – di dovere indicare il giudice ordinario quale giudice nazionale fornito di giurisdizione per la suindicata controversia, davanti al quale il processo potrà essere riproposto nel termine perentorio previsto dal comma 2 del citato art. 11, con salvezza degli effetti processuali e sostanziali della domanda, ferme rimanendo le preclusioni e le decadenze già intervenute”.

Dunque, se Massimo Desiati vuole provare a  trovare accoglimento alle sue richieste dovrà rivolgersi alla Magistratura ordinaria come da sentenza “Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo – Sezione staccata di Pescara (Sez. I^), così definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile per difetto di giurisdizione dell’adito giudice amministrativo.

Ai sensi dell’art. 11, commi 1 e 2, c.p.a. indica, quale giudice nazionale provvisto di giurisdizione sulla controversia in esame, il giudice ordinario, davanti al quale il processo potrà essere riproposto nel termine perentorio previsto dal succitato art. 11, comma 2”

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