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Allarme sociale: crescono nei ragazzi i disturbi psichiatrici

RagazziProgressi e nuove piaghe, eclissi della civiltà occidentale, allarme sociale: ansia e depressione fin da piccoli, le cause, processo di violentizzazione, salviamo e aiutiamo i ragazzi “aggrediti” nelle reti “social”, i rischi e i danni al cervello e alla salute causati dall’uso e abuso di internet, gli insulti sul web tra aggressività, narcisismo ed esibizionismo. Questi ed altri fondamentali temi sono sviluppati dal professor Guido Brunetti in questa intervista esclusiva a tutto campo. Con il rigore scientifico e un linguaggio chiaro e brillante che gli sono noti, l’autore affronta questioni cruciali, che spingono a serie, mature e responsabili riflessioni da parte di tutti noi. La nostra inchiesta comprende tre parti. Oggi pubblichiamo la prima puntata.

In sintesi, quali sono le prospettive circa la qualità della vita?

“Progressi e nuove piaghe”, risponde il nostro illustre interlocutore. “Secondo una ricerca dell’Oms, sono previsti un miglioramento ovunque delle aspettative di vita, la riduzione della mortalità infantile del 50 per cento e nei Paesi ricchi è ipotizzato il calo delle malattie infettive. In seguito all’invecchiamento della popolazione è prevista soprattutto nelle aree più ricche l’espansione delle demenze senili, che saliranno al secondo posto dopo le malattie cardiovascolari. Diventerà poi globale il problema delle depressioni. Sullo sfondo – precisa- c’è una grave crisi. Che non è solamente economica, ma è anche crisi umana, morale e spirituale. Una situazione che investe l’eclissi della civiltà occidentale”

Insegnanti e genitori sono preoccupati della condizione infantile e giovanile.

“Esperti nel campo delle neuroscienze e neuropsichiatri infantili- dichiara Brunetti- in questi ultimi tempi hanno lanciato un grido di allarme. Gli ultimi dati emersi da ricerche effettuate a livello europeo confermano infatti una tendenza preoccupante: crescono nei bambini e nei ragazzi i disturbi psichiatrici come ansia, depressione e disturbi della personalità. Il livello dell’età si abbassa sempre più. Già a due anni d’età si possono riscontrare casi di bambini che presentano questa sintomatologia. Il 21 per cento dei ragazzi mostra un quadro sintomatico che porta alla diagnosi di ansia, in particolare all’ansia di separazione, all’ansia generalizzata, alle fobie e ai disturbi ossessivo-compulsivi”.

Quali, le cause?

“Sono molteplici le cause dell’aumento di queste patologie psichiatriche. C’è una combinazione di fattori genetici e ambientali. Importante è la ricerca sul vissuto del ragazzo, le esperienze quotidiane, le dinamiche interpersonali, il contesto socio- culturale, le figure genitoriali, in primis la madre a partire dall’ epoca fetale. Ulteriori approfondimenti vanno ricercati attraverso le seguenti linee: cambiamenti sociali, mutazioni nel matrimonio, crisi dei modelli parentali, il lavoro e lo stress dei genitori, i divorzi, la crisi esistenziale della coppia, lo scontro culturale tra i genitori con formazione, aspettative, esperienze, esigenze,educazione e sensibilità diverse. E poi il senso di frustrazione, la competizione della donna con l’uomo, il tramonto dei valori e la mancanza di sicuri punti di riferimento eticamente e spiritualmente congruenti. Sono tutte concause che determinano nel bambino e nell’adolescente stati conflittuali, insicurezza emotiva, deprivazioni affettive, ansia e problemi della personalità. I più piccoli poi somatizzano ansia da separazione, con crisi di pianto, agitazione psico-motoria, pipì a letto, vomito, diarrea e disturbi gastrointestinali. I più grandi invece presentano disturbi del sonno, incubi, palpitazioni, bulimia e anoressia. Esiste inoltre un disturbo chiamato di ansia generalizzata, cioè uno stato iperansioso che provoca iperattività, agitazione, cefalee, sudorazione e idee suicide. Tra le cause, inadeguati rapporti bambino-genitori. Fatto che spesso sfocia in comportamenti di iperprotezione dovuti a forti sensi di colpa da parte dei genitori.  Nasce così una generazione, figlia di una cultura permissiva e del “laissez faire”. Un modello pedagogico negativo e dannoso presente in famiglia, a scuola e in società. Un comportamento disturbante, ansiogeno e patogeno. Sta diventando sempre più acuto il problema dell’autorità morale. “Nessuno – scrive il neuro scienziato Frans de Waal – corregge più nessuno, e quindi la gente è diventata progressivamente meno civile”. C’è infine il disturbo definito ossessivo-compulsivo. Una patologia grave – sottolinea il professor Brunetti – la quale si manifesta soprattutto attraverso sintomi tra i quali, lavarsi in continuazione mani, viso o piedi. È un disturbo che può trasformarsi in una malattia di tipo psicotico, cioè confluire in schizofrenia o paranoia”.

Esistono anche forme di aggressività e di violenza generalizzata?

“Certamente. Da tempo assistiamo a un fenomeno che Giovanni Bollea, il padre della psichiatria infantile in Italia, e chi vi parla hanno definito in una pubblicazione “processo di violentizzazione”. Si tratta di una tendenza individuale e sociale planetaria, che si manifesta in maniera subdola e strisciante. L’aspetto drammatico è che questo fenomeno non viene ancora percepito in tutta la sua devastante gravità”.

Esiste al riguardo una presa di coscienza?

“Non esiste ancora una chiara consapevolezza. Per certi versi, appare un processo di assuefazione simile a un ansiolitico o alla droga. Una società – affermano le ricerche – violenta, aggressiva, egocentrica, arrogante e autistica. Molti fanno lo struzzo, fingono di ignorare una situazione complessa, difficile e delicata. Miopia e ipocrisia. Per i “puri di spirito”, gli ignavi e i pusillanimi, coloro cioè che non vogliono sentire, vedere o parlare, quelli che non vogliono assumersi alcuna responsabilità, va tutto bene. Viviamo nel paradiso di Bengodi”.

Giuseppe Catania

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