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Golden Lady, l’incontro a Roma certifica il fallimento della riconversione

SildaEra atteso da tempo l’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico per cercare di dirimere l’intricata quanto deprecabile situazione venutasi a creare nella vicenda della riconversione mancata della Golden Lady, l’azienda produttrice di calze e collant che nel novembre del 2011 ha chiuso i battenti lasciando senza lavoro ben 382 dipendenti.

E l’incontro alla fine c’è stato ieri e, come ci si aspettava, non ha portato alcun frutto buono se non quello di certificare definitivamente che la riconversione è fallita.

Certo il senatore Giovanni Legnini, sottosegretario ala presidenza del Consiglio si è affrettato subito a dire che “La posizione del Governo è chiara: oggi serve chiudere il capitolo della precedente riconversione industriale fallita, facendo emergere la verità, e le responsabilità, di ciò che è accaduto, e riaprirne uno nuovo. Va infatti – verificata al più presto la possibilità di esperire un nuovo tentativo di industrializzazione, garantendo il rispetto dei diritti dei lavoratori abruzzesi e richiamando la Golden Lady a un ruolo attivo”, ovvero se, e sottolineo se, si trovano i colpevoli dovranno pagare, ma intanto pensiamo ad un altro iter alla faccia dei toni trionfalistici di qualche manifesto spuntato qualche mese fa. Dichiarazioni da estrema unzione per l’accordo firmato al MISE il 29 maggio 2012, mentre  i lavoratori continueranno le loro lotte, i loro presidi per cercare di coltivare almeno un filo di speranza che si possa trovare una strada.

E intanto, si continuerà a parlare, come ha annunciato l’assessore regionale alle Attività produttive Paolo Gatti che intervenendo a margine del summit romano ha dichiarato  “Sono venuti meno- i presupposti essenziali per attuare il percorso di reindustrializzazione del sito ex Golden Lady di Gissi previsti nell’accordo sottoscritto al MISE il 29 maggio 2012. Questa è la posizione che abbiamo espresso al tavolo ministeriale tenutosi a Roma. Posizione condivisa in un incontro che ho convocato e che si è tenuto lunedì scorso con tutte le parti sociali e le istituzioni locali, proprio allo scopo di venire a Roma con una sola voce dell’Abruzzo. I rappresentanti del Ministero hanno condiviso la linea della Regione e si sono impegnati a richiamare formalmente al tavolo della vertenza l’azienda nella prossima riunione che si terrà, presumibilmente, entro i prossimi 10 giorni”.

Ancora 10 giorni, dunque, e potremo scrivere un altro capitolo di quella che rischia di diventare la sceneggiatura di un’atellana, anche se speriamo vivamente di sbagliarci.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

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