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Il Piano della macroarea all’odg del Consiglio comunale scatena le ire di Pollutri e Sciascia

Pollutri_SciasciaNel prossimo Consiglio comunale di Vasto è prevista, al punto 10, la discussione per l’approvazione definitiva del Piano Strategico della Macro-area Vasto San Salvo che dovrà sancire i punti nodali del futuro sviluppo infrastrutturale dell’intera area (nuovo ospedale, nuova Statale e via discorrendo) e determinerà anche l’afflusso e la gestione di fondi provenienti dalle vie più disparate. Sulla questione, che negli ultimi mesi ha visto impegnati soprattutto le Amministrazioni di Vasto e San Salvo, appunto, si è sollevata una violenta querelle rinfocolata dalle proteste dei sindaci dei comuni viciniori che hanno cercato invano, almeno a quanto sembra, di far valere le proprie ragioni di partecipazione. Dopo un primo comunicato in cui mostravano tutto il proprio disappunto, Angelo Pollutri e Ernesto Sciascia, rispettivamente primi cittadini di Cupello e Monteodorisio, ne hanno diramato un altro in queste ore in cui mostrano di non avere peli sulla lingua anche nei confronti di chi appartiene al medesimo fronte politico. Un documento in cui si parla di arroganza, muri di gomma, falsi tecnicismi, feudalismo demografico, termini che potrebbero significare la definitiva rottura di rapporti che sembravano già incrinati e che si chiude con un laconico “perseguiremo la strada della richiesta di revoca del finanziamento chiedendo al Presidente della Regione Abruzzo l’utilizzo di quelle risorse per finanziare la riparazione e sistemazione delle strade del vastese” che certamente non lascia intravedere nulla di buono all’orizzonte. Ecco, però, il testo del comunicato:

“Apprendiamo dagli organi di stampa locale l’OdG del prossimo Consiglio Comunale  di Vasto, che prevede, all’ultimo punto (alla faccia della strategicità dell’argomento) l’approvazione del Piano Strategico Intercomunale San Salvo –Vasto.

Siamo meravigliati ed esterrefatti dall’arroganza e dalla scarsa familiarità con il dialogo tra  Amministrazioni di un territorio che vive fermenti negativi di sviluppo.

Chiudono le fabbriche, non investe nessuno, di sanità si parla solo delle mura del nuovo ospedale, non curanti delle centinaia di famiglie che ogni giorno vivono l’agonia dei propri figli privati anche delle terapie riabilitative basilari e dei relativi posti di lavoro scomparsi nel settore.

Chiudono le guardie mediche e il comitato ristretto della Asl resta in silenzio. Di infrastrutture per ammodernare il territorio neanche l’ombra. Programmazione dal basso  zero porta zero.

In questo quadro così offuscato, le Amministrazioni di San Salvo e Vasto, con i loro Sindaci, spalleggiandosi, tacitamente, ma trasversalmente, sono risultati due muri di gomma, di fronte alla richiesta di due Sindaci che rappresentano la porta di un comprensorio più ampio,  più povero ed in completa dismissione.

I due Sindaci, di San Salvo e Vasto,  hanno “in comune” una caratteristica quella di governare due città con popolazioni eterogenee e con una maggioranza demografica proveniente dalle aree interne del vastese.

Siamo stupiti dal silenzio e da una fretta dettata da falsi tecnicismi, ovvero quelli relativi alla liquidazione economica delle parcelle dei tecnici che hanno assemblato fotocopie su fotocopie di argomenti fritti e rifritti ormai da decenni.

Basta leggere il piano di sviluppo del patto territoriale Trigno Sinello o le relazioni ai Progetti Integrati Territoriali.

Ci auguriamo che i tecnici incaricati alla redazione del piano in oggetto, spronati dai Sindaci di San Salvo e Vasto, destinino i loro compensi per intervenire ad una prima sistemazione della frana che interessa la strada provinciale Castiglione – Montazzoli.

In questi giorni ci siamo visti attaccati pubblicamente da pseudo rappresentanti delle istituzioni, i quali hanno dichiarato che l’aspettativa dei sindaci di Cupello e Monteodorisio, a partecipare all’elaborazione del piano strategico, nascondesse in verità velleità e aspettative personali in altri ambiti ed il motivo del contendere tra i Sindaci e le provocazioni riferite alle polemiche sul piano strategico nascondessero altre velleità.

Nei prossimi giorni chiariremo pubblicamente i nostri punti di vista sull’attività del Civeta e le relative competenze sull’argomento identiche alle competenze in materia di sviluppo del territorio, come la presidenza dell’associazione dei comuni del patto territoriale Trigno Sinello oppure identica alla presidenza del comitato ristretto dei sindaci della Asl Chieti Lanciano Vasto.

In sostanza i sindaci dei comuni di Cupello e Monteodorisio sono intervenuti su un argomento sul quale c’è una competenza diretta dei sottoscritti,  identica alle precedenti responsabilità citate.

Le falsità sul Civeta sono state le uniche risposte, tramite terzi, avute in merito alla richiesta di partecipazione all’elaborazione di un piano strategico intercomunale come era nella sua origine, partendo dai quattro Comuni, ovvero San Salvo, Cupello, Monteodorisio e Vasto, come dimostrato nell’allegato al comunicato.

A questo punto ci viene da pensare che sul territorio si voglia ristabilire un dominio politico vecchio e desueto, quello tipico degli anni 70 e 80, dove i Sindaci dei piccoli comuni del vastese erano buoni a portare voti e preferenze agli allora Sindaci di Gissi e San Salvo, l’On. Gaspari e Artese.

Nel 2013  si vorrebbe ripristinare il principio del feudalismo demografico sul territorio.

Noi Sindaci di Cupello e Monteodorisio, giunti a termine della nostra attività amministrativa, abbiamo sempre lavorato portando acqua per raggiungere risultati per la crescita del territorio, in qualità di amministratori.

In qualità di politici e dirigenti di partito, (è ovvio ci riferiamo alla nostra parte politica, ma pensiamo che il ragionamento sia valido anche per l’altra parte politica) abbiamo lavorato al successo e all’affermazione di politici con visione ampia e trainante per l’intero territorio.

Siamo rammaricati nel vedere sfumare un’opportunità di partecipazione all’elaborazione di uno strumento  che, se avesse avuto peso, ampliando il fronte istituzionale, avrebbe determinato suggerimenti e ipotesi di salvaguardia del territorio.

La nostra personale delusione si amplia nell’essere stati utili esclusivamente a rastrellare un finanziamento e a determinare l’esclusività dei tecnici incaricati.

E’ ovvio che siamo anche porta voci della delusione delle rispettive popolazioni che rappresentiamo che sono state riproiettate agli anni dell’imperialismo politico.

Per queste ragioni perseguiremo la strada della richiesta di revoca del finanziamento chiedendo al Presidente della Regione Abruzzo l’utilizzo di quelle risorse per finanziare la riparazione e sistemazione delle strade del vastese”.

 

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