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Medoil, la provincia si costituisce ad iuvandum dinanzi al TAR

ManifestazioneNoOmbrinaPescaraÈ stata approvata nel corso della Giunta odierna una delibera con la quale la Provincia di Chieti da mandato all’ufficio legale dell’Ente per intervenire ad adiuvandum e costituirsi in giudizio insieme al Comune di San Vito Chietino contro il ricorso al Tar presentato su istanza della Medoilgas Italia Spa contro il rinvio del progetto ad autorizzazione integrata ambientale ed il supplemento di istruttoria disposti con provvedimenti del Ministero dell’Ambiente. Ad annunciarlo è il Presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio: “La Provincia di Chieti ribadisce il no deciso all’estrazione di idrocarburi nella nostra costa. Più volte ho ribadito questo concetto e il fatto che la storia dell’Abruzzo va e deve andare in un’altra direzione. Non possiamo prescindere – prosegue il Presidente Di Giuseppantonio – da uno sviluppo armonico di questo territorio, valorizzando l’immenso patrimonio ambientale e naturalistico che la nostra terra può vantare”.

E’ lo stesso Presidente Di Giuseppantonio, inoltre, a rendere noto che domani sarà a Roma presso il Ministero dell’Ambiente per parlare della questione e del Parco Nazionale della Costa Teatina, assieme al Consigliere delegato alle questioni petrolifere, Franco Moroni, e ad una delegazione abruzzese composta dai Sindaci dei comuni costieri, oltre che di Lanciano e Chieti e dai rappresentanti delle associazioni ambientaliste: “Avevamo richiesto un incontro tempo diversi mesi fa nell’ambito delle iniziative del Tavolo di coordinamento su Ombrina Mare 2 promosso dalla Provincia – ricorda il Presidente Di Giuseppantonio – Anche in questa circostanza daremo il nostro contributo concreto mettendo a disposizione tutte le nostre competenze sui temi”.

Il Presidente Di Giuseppantonio, infine, ricorda che “la Provincia di Chieti ha presentato richiesta di accesso agli atti su Ombrina anche al Ministero dello Sviluppo Economico, a completamento dell’istruttoria già avviata presso il Ministero dell’Ambiente in previsione di azioni giudiziarie. La nostra richiesta è stata accettata ed eserciteremo l’accesso anche per conto del tavolo di coordinamento. Successivamente convocheremo la task force costituita dai legali e dai tecnici per approfondire la questione e delineare una strategia d’azione”.

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