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Guardie mediche: cancellate anche quelle di Cupello e Scerni

antonio prosperoProprio  nei giorni scorsi si è sollevato il polverone sulla soppressione delle guardie  mediche di Celenza sul Trigno e Carunchio con l’accorpamento in quello di Palmoli. In realtà sono ben 17 le guardie mediche cancellate in Abruzzo e la maggior parte (ben 7) nella sola provincia di Chieti che ancora una volta risulta la più penalizzata. Infatti, L’Aquila ne perde 4, Pescara 1 e Teramo 5 con la ASL Lanciano-Vasto-Chieti che passa da 27 a 20 sedi: cancellate quelle di Scerni, Cupello, Celenza sul Trigno, Carunchio, San Vito Chietino, Palena e Quadri.

Una decisione che giunge quando sta partendo la campagna per le regionali e infatti la prima voce a sollevarsi dopo l’ammasso di critiche è quella di un consigliere regionale del vastese, Antonio Prospero, che attraverso un comunicato si esprime in questi termini:

“E’ vero che la nuova riorganizzazione prevista da un decreto regionale riduce il numero complessivo delle Guardie mediche, ma è altrettanto vero che stiamo già lavorando ad un progetto innovativo che migliorerà il servizio sanitario soprattutto nei centri più piccoli del nostro territorio. La necessità e, soprattutto, l’obbligo di  uniformare il numero delle Guardie mediche delle nostre Asl agli standard nazionali che prevedono un rapporto con la popolazione di una ogni 5000 abitanti – sottolinea Prospero-, hanno determinato questa riduzione, con la consapevolezza che i territori interni avrebbero avuto difficoltà. Per questa ragione ci siamo subito attivati perché, contestualmente a questo provvedimento, si studiasse un progetto alternativo, magari sperimentale, che avesse l’ambizione di portare la sanità direttamente nelle case dei pazienti. Di questo progetto stiamo parlando con i dirigenti sanitari regionali con i quali abbiamo già avuto alcuni incontri ed altri, risolutivi ai fini di talune scelte, si svolgeranno questa settimana”. In sostanza, l’idea sarebbe quella di una sorta di sanità a chiamata, per evitare disagi soprattutto alle popolazioni dei centri interni con pochi abitanti. “Nelle prossime settimane – conclude Prospero –  definiremo le linee strategiche di intervento, al fine di garantire la sanità lì dove rigidi schemi di politica nazionale impongono alle regioni tagli drastici di alcuni servizi sanitari senza tenere conto che ciascuna realtà territoriale è diversa dalle altre e, dunque, da studiare e trattare con maggiore attenzione”.

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