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La Fiom-Cgil torna in Fiat. La soddisfazione in un documento che solleva questioni importanti

sevelLa Corte Costituzionale ha riaperto i cancelli delle industrie della Fiat ai delegati della Fiom-Cgil. Il sindacato non poteva non esprimere soddisfazione per la decisione della Consulta e in un documento diramato alla stampa si augura che la sentenza possa produrre effetti benefici anche per l’immediata attuazione dei dispositivi pronunciati dai vari tribunali italiani in merito soprattutto al reintegro delle rappresentanze e alla parità di trattamento tra sigle sindacali. Inoltre, si pone l’accento sul futuro nebuloso di alcuni stabilimenti dell’azienda torinese, una prospettiva che interessa, anche se nel comunicato non viene citato, anche la Sevel di Atessa dove l’ad Sergio Marchionne ha anticipato investimenti per 700milioni di euro senza, però, chiarire quando si avrà la nuova linea del Ducato e quale sarà la nuova joint-venture che gestirà lo stabilimento dopo la chiusura dell’accordo con PSA. Ecco, però, il testo del documento:

“I cancelli principali saranno aperti dalla Direzione aziendale del gruppo Fiat ai delegati della Fiom-Cgil. II    management lo ha deciso sapendo che dopo la sentenza della Corte Costituzionale i tribunali avrebbero sentenziato uno dopo l’altro in favore della libertà dei lavoratori a potersi scegliere il proprio sindacato ed i propri delegati.

La Fiom rientra a testa alta dopo anni di discriminazioni. Ci aspettiamo che la Direzione Aziendale garantisca uguali diritti a tutte le organizzazioni sindacali e metta fine all’applicazione di un doppio regime di diritti.

Resta da vedere se oltre a rispettare la sentenza della Corte Costituzionale il gruppo Fiat rispetterà le sentenze degli altri tribunali italiani a partire dal reintegro al lavoro dei 3 operai di Melfi.

Ora spetta alla Fiom e ai lavoratori tutti ottenere la convocazione di un tavolo negoziale con il gruppo Fiat e le altre organizzazioni sindacali per affrontare il problema del futuro industriale, occupazionale e le condizioni di lavoro negli stabilimenti a partire da Mirafiori e Cassino ad oggi senza missione produttiva. La Direzione Aziendale nella lettera che ha inoltrato alla Fiom-Cgil lega il futuro degli investimenti alla legge sulla rappresentanza: si tratta di una cortina fumogena utile solo a prendere tempo mentre si perdono mercato e produzioni. La Fiom-Cgil ha già depositato in Parlamento una legge sulla rappresentanza grazie alle firme di decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori. Il vero problema è che ad oggi non ci sia ancora una soluzione industriale per gli stabilimenti di Termini Imerese ed Irisbus, mentre peggiora l’andamento della Cassa integrazione negli stabilimenti Iveco. La Fiom ritorna a varcare i cancelli della Fiat grazie alla resistenza di dei delegati e degli iscritti.

Ora tutti i lavoratori potranno tornare a battersi per il lavoro ed i diritti perché il sindacato in fabbrica c’è e lo decidono gli operai e gli impiegati. A 3 anni di distanza dall’applicazione del Contratto Collettivo specifico di lavoro sono stati cancellati diritti, ridotto il salario, aumentati i ritmi e ridotta la sicurezza e comunque l’azienda non ha fatto gli investimenti che aveva dichiarato. E’ giunta l’ora di una svolta: aprire subito un negoziato per il futuro occupazionale in tutti gli stabilimenti a partite dalla missione produttiva di Mirafiori e Cassino.

Questa è la priorità che chiediamo sia assunta dalla Direzione aziendale e dal Governo, come normalmente accade in tutti gli altri Paesi europei”.

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