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Petrolio: iniziano le ricerche nel teramano

Petrolio_teramanoÈ passato un po’ sotto voce, ma rappresenta il primo passo verso quello che da tempo molti sperano di scongiurare. Con un provvedimento datato 12 luglio, il Ministero dello Sviluppo Economico ha accordato alle compagnie Gas Plus Italiana, Medoilgas e Petrorep Italia il permesso di ricercare, da 4 giorni, idrocarburi liquidi e gassosi in un’area di ben 83,19 kmq ricompresa tra i Comuni di Bellante, Campli, Controguerra, Corropoli, Mosciano Sant’Angelo, Nereto, Sant’Omero, Torano Nuovo, Tortoreto e Spinetoli in provincia di Teramo.

La denuncia è stata fatta da Comitato per la Difesa della Riserva del Borsacchio, Coordinamento Nazionale NO TRIV – Sezione Abruzzo, Italia Nostra Abruzzo, Legambiente Abruzzo, WWF Abruzzo, e pone in risalto come sia la Gas Plus Italiana la prima a poter “dare avvio in qualsiasi momento al programma di ricerca che, superata una fase iniziale la rielaborazione di dati già esistenti e la Valutazione di Impatto Ambientale, potrà comportare la programmazione di un rilievo sismico e la perforazione di un pozzo esplorativo della profondità di circa 3.500 metri”.

Il tutto mentre Gianni Chiodi ha ribadito stizzato che “Nessuna autorizzazione è stata concessa” alle imprese petrolifere nonostante “i possibili vantaggi in termini di investimenti e occupazione”.

La decisione assunta potrebbe costituire un pericoloso precedente di fronte alle numerose richieste di prospezione ed eventuale estrazione che stanno stringendo in una morsa asfissiante il teramano in primis, ma oseremmo dire tutto l’Abruzzo soprattutto litoraneo. Soprattutto nella terra di Chiodi, Tancredi, Gatti  “in alcuni casi i procedimenti di autorizzazione sono in fase abbastanza avanzata e presto sfoceranno in permessi di ricerca in tutto simili alla “Colle dei Nidi”.

Intanto i sodalizi ambientalisti preannunciano battaglia contro il provvedimento adottato dal MISE “analizzeranno il provvedimento del 12 luglio da cima a fondo in vista di un molto probabile ricorso al T.A.R.

Vi è chiara evidenza che Regione, Provincia di Teramo e Comuni direttamente ed indirettamente interessati dalla Colle Nidi e dai permessi di ricerca in dirittura d’arrivo, non potranno esimersi dal far fronte comune contro la deriva petrolifera, agendo sia sul piano politico sia su quello amministrativo.

Il tempo delle promesse e dell’ambientalismo à porter e di maniera, da vestire in occasione delle scadenze elettorali, è ormai scaduto. C’è bisogno invece di impegni seri e di scelte coraggiose”.

 

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