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Sasi: scoppia un nuovo caso politico

Scutti_Domenico
Domenico Scutti

Non bastavano le criticità in capo a questioni rilevanti come la gestione del Consorzio di Bonifica Sud, i tagli lineari della ASL, le nomine alla Pulchra, il futuro del Cotir a scuotere l’estate politica vastese e non solo in merito al capitolo enti e istituzioni pubbliche: un nuovo fronte si è aperto sul versante gestione idrica con la battaglia per la conquista del Cda della Sasi. La seduta che avrebbe dovuto sancire, almeno in teoria, la conferma dell’intero Consiglio ha rappresentato una sorta di resa dei conti in cui dirompente è stata la presa di posizione dei due partiti maggiori, PD e PdL, intenti a fare fuori il rappresentante in quota UdC, in attesa che si ponga in atto la fusione tra la Sasi e la Isi (che si occupa del patrimonio delle reti idriche).

Mentre, però, i rappresentanti del PdL convergevano le loro preferenze su Patrizio D’Ercole (presidente non stipendiato di Isi), la battaglia vera, quella sanguinosa, è maturata proprio all’interno del PD. Ad accenderla il responsabile provinciale del partito nonché sindaco di Altino Camillo Di Giuseppe, che invoca l’azzeramento degli stipendi per i membri del Cda in nome della spending review, anche se solo fino a fusione avvenuta. Sulla stessa linea d’onda gli interventi di Gianni Bellisario, primo cittadino di Perano, e Paolo Di Guglielmo, sindaco di Civitella Messer Raimondo, che arrivano anche a chiedere il ritiro della candidatura del presidente uscente Domenico Scutti qualora non intenda accettare tale scelta.

Una posizione che ha fatto indignare il numero uno di Sasi, pronto a ritirarla la sua candidatura di fronte all’affondo del compaesano Di Giuseppe in quella che ai più è sembrata una resa dei conti: “io non lavoro gratis” ha detto con forza Scutti “Debbo fare da presidente, da amministratore delegato e da direttore generale. La mia retribuzione netta è di 1.300 euro al mese, già fa ridere”.

Intanto matura l’ipotesi di un inciucio tra Pd e PdL per accaparrarsi le poltrone nel Cda, almeno secondo le accuse degli Udc più volte costretti ad alzare la voce, a lanciare anatemi, a rivendicare il proprio ruolo.

Dopo che parte dei sindaci che sostenevano Scutti ha lasciato la riunione, nonostante i tentativi di mediazione profusi da Tommaso Coletti, piuttosto contrariati per il tentativo di golpe inscenato da alcuni colleghi, la seduta è stata rinviata così come la nomina del Cda.

Ed ecco che ci ha pensato proprio Domenico Scutti a rinfocolare le polemiche provando a giustificare quanto ha dichiarato nel corso del summit con una nota che riportiamo:

“Voglio chiarire la mia posizione rispetto al rinnovo del cda Sasi – scrive Scutti – e al rispetto della spending review. La spending review prevede il compenso per i soli presidenti delle società e non per i consiglieri d’amministrazione. Dico questo per essere chiaro come ho sempre fatto nel corso del mio mandato perché abbiamo sempre agito nel rispetto della legge. Non ho di certo accettato questo incarico per il mio emolumento, che si aggira intorno al migliaio di euro e rappresenta un semplice rimborso spese, ma per mettere a disposizione della mia terra  l’esperienza maturata in tutto il mondo, lavorando con buoni risultati in aziende importanti.

Ringrazio i sindaci per la stima espressa in assemblea e per il loro apprezzamento. Alcune dinamiche legittime sulla rappresentanza politica e territoriale non riguardavano il lavoro sin qui svolto e tanto meno la mia persona. Dinamiche che comprendo, pur esortando i sindaci ad essere orgogliosi della Sasi per i risultati raggiunti fino a questo momento. Un impegno per migliorare i servizi che proseguirà nei prossimi mesi grazie ai numerosi investimenti previsti. Saranno proprio loro, i sindaci, i protagonisti della soddisfazione degli utenti Sasi.

La Sasi non si è dotata di direttori generali nè di amministratori delegati, per scelta e senza clamori, lasciando in capo al Presidente e al cda tutte le responsabilità. Specifico che il compenso per figure professionali di questo tipo si aggira sui 150 mila euro. Per quanto riguarda noi siamo stati controllati continuamente e con grande orgoglio possiamo affermare la nostra azione è limpida come l’acqua che distribuiamo.

Ora siamo gli unici ad avere un bilancio certificato. Questi sono i fatti e   valgono più delle parole”.

Lu. Spa.

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