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Legambiente: pollice verso per Fosso Marino e Buonanottte

legambienteLegambiente punta il dito contro il sistema dei depuratori in Abruzzo su tutte le foci dei corsi d’acqua nel teramano e nel chietino. Infatti, su nove punti analizzati ben 7 sono risultati “fuorilegge”, ovvero con una carica batterica eccessiva, ben oltre le soglie consentite dalla legge. Tra questi la Foce del fosso Marino e la Foce del torrente Buonanotte, in base ai prelievi del 21 giugno scorso, presentano valori di Enterococchi intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml e/o di Escherichia Coli maggiori di 1000 UFC/100 ml.

Secondo il sodalizio “verde” le carenza del sistema depurativo sono ormai gravi e croniche ed ormai non più tollerabili: ecco perché chiama a raccolta istituzioni e società civile affinché vengano date finalmente risposte certe ai cittadini e tutelati gli ecosistemi fluviali e marini della regione. È per questo che Legambiente propone la costituzione di un tavolo di lavoro per affrontare con urgenza i limiti del sistema depurativo delle acque reflue.

È l’appello lanciato da Goletta Verde, la celebre campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati che fino a giovedì farà tappa in Abruzzo, oltre che per verificare lo stato di salute del mare, anche per puntare l’attenzione sulla cementificazione delle coste e il consumo di suolo e sulla necessità di avviare, per la tutela delle specie marine e per gli stessi operatori di settore, un reale sviluppo sostenibile del territorio. Una proposta di un tavolo di coordinamento permanente tra istituzioni e associazioni di categoria lanciata durante la presentazione dei dati del monitoraggio scientifico dell’equipe di biologi di Legambiente, illustrati questa mattina in conferenza stampa a Pescara da Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente, Angelo di Matteo, presidente Legambiente Abruzzo, alla presenza del comandante della Direzione Marittima Luciano Pozzolano e dell’assessore regionale al Turismo Mauro Di Dalmazio.

Tutti oltre i limiti di legge gli inquinanti riscontrati nei campionamenti in provincia di Chieti. Due di questi sono stati giudicati “fortemente inquinati”: si tratta dei prelievi effettuati nei pressi della Foce del Fosso Marino a Vasto e nei pressi della Foce del torrente Buonanotte del comune di San Salvo. “Inquinato”, invece, il prelievo nei pressi della Foce del fosso San Lorenzo a Francavilla a mare. Tutti i campionamenti sono stati effettuati il 21 giugno scorso.

“Le analisi effettuate in Abruzzo testimoniano le gravi lacune che ancora oggi presenta il sistema depurativo regionale, inadeguato e non sufficientemente idoneo ad abbattere il carico inquinante dei volumi di acque reflue prodotti dall’agglomerato urbano – spiega Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente – Il nostro monitoraggio rispecchia quanto già emerso dai più recenti dati Istat 2008, secondo cui l’Abruzzo, con il 53,8% è tra le peggiori regioni d’Italia per l’esigua percentuale di popolazione servita da un efficiente servizio di depurazione. Il nostro lavoro di denuncia è sempre indirizzato a un confronto costruttivo e risolutivo, finalizzato a obiettivi ben precisi. È per questo che non siamo entrati nella polemica legata alla recente pubblicazione dei dati abruzzesi sulla balneazione del Ministero della Salute. È indubbio che l’Abruzzo sia stato penalizzato da un calcolo fatto sulle aree di balneazione e non sui chilometri di costa, ma al contempo sarebbe opportuno che le istituzioni competenti portino avanti fin da subito un serio monitoraggio anche delle foci dei fiumi e in tutti quei tratti di mare che, pur essendo inibiti alla balneazione, vanno tenuti sotto stretta osservazione, rappresentando il sintomo di una situazione nazionale non più trascurabile e che va indagata e risolta”.

“Come Legambiente – sottolinea Angelo di Matteo, presidente Legambiente Abruzzo –  ci facciamo promotori di questo tavolo, perché riteniamo che le criticità evidenziate da anni siano risolvibili solo con l’intenzionalità e l’impegno tra tutte le parti chiamate in causa. Pretendiamo che la prossima stagione estiva sia indenne da questi problemi perché è fattibile e doveroso risolverli, a partire da subito per garantire la salute dei cittadini, la qualità del mare e l’economia locale. La situazione della depurazione, e dei problemi ormai evidenti a tutti, non ha solo forti ripercussioni ambientali ma anche sociali ed economiche che l’Abruzzo non può più permettersi. Il coordinamento e la sinergia tra i vari soggetti aiuta a migliorare la situazione. Chiediamo che questo venga messo al primo punto dell’agenda politica degli amministratori del territorio.”

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