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Parco della Costa teatina, Febbo replica alle accuse dei “rifondaroli”

Febbo_MauroIn questo inizio di campagna elettorale per le prossime regionali, il partito della Rifondazione comunista sembra non trovare pace non lesinando attacchi per nessuno. Nei giorni scorsi le frecciate al curaro erano state lanciate avverso Mauro Febbo, assessore regionale alle Politiche agricole, dopo che costui, insieme al collega Gianfranco Giuliante, aveva sollecitato i parlamentari abruzzesi ad adoprarsi per bloccare Ombrina Mare 2 ed aveva inviato un emendamento al ministero dell’Ambiente perché agisse in direzione di un ripristino della normativa Prestigiacomo in materia.

Prc, però, ci era andata giù pesante accusando Febbo di faccia tosta, di essere pubblicamente contro la realizzazione del Parco della Costa teatina, di volere una proroga dei termini per la presentazione al ministero della perimetrazione del Parco così da spostare la discussione in campagna elettorale.

A questo fermo j’accuse, portato anche dai vastesi Marco Marra e Paola Cianci, non poteva non giungere la risposta piccata dell’assessore Febbo.

“Il sottoscritto, che sull’argomento ‘faccia tosta’ ha solo da imparare dal Consigliere Acerbo, in questi anni ha lavorato in qualità di Coordinatore del tavolo tecnico, con l’obiettivo di creare le condizioni migliori affinché qualsiasi progetto riguardasse la meravigliosa Costa teatina rispondesse al meglio alle esigenze del territorio e di tutti i portatori di interesse” – non ha peli sulla lingua che parte subito a testa bassa a confutare le teorie rifondarole ribadendo il suo appoggio alla costituzione del Parco e la sua visione agricola e turistica del territorio abruzzese. “Innanzitutto – prosegue Febbo – vorrei informarli che con il Ministero dell’Ambiente si è aperto un dialogo costruttivo, ma, soprattutto, è stato portato avanti un proficuo lavoro per quanto riguarda la perimetrazione e i vincoli anche con il chiaro obiettivo di scongiurare la nascita di Ombrina mare che, come più volte sottolineato, è assolutamente inconcepibile per la realtà abruzzese. Si tratta di un impianto che rischierebbe di snaturare del nostro territorio da sempre vocato all’agricoltura e al turismo. Abbiamo quindi chiesto al Ministero dell’Ambiente di concedere un’ulteriore proroga rispetto alla tempistica prevista dalla legge. La Regione da tempo ha espresso la sua posizione che va proprio nella direzione di privilegiare la storica vocazione del suo territorio: riteniamo siano necessari degli opportuni aggiustamenti che siano il frutto di un’attenta attività di mediazione tra i vari interessi in campo”

Febbo non perde l’occasione di sferrare delle contro-stoccate agli attacchi di Acerbo e C. e lo fa anche lui ponendo sul tavolo domande alle quali, forse, non avrà risposte:

“Voglio comunque ricordare a Maurizio Acerbo, affiancato nell’occasione da altri rappresentanti politici locali, che per quanto riguarda un eventuale commissariamento, così come per la stessa istituzione del Parco nazionale, è necessaria l’intesa sia con la Regione sia con i Comuni interessati ed è bene sottolineare che all’ultima riunione convocata presso il Ministero erano presenti solo 2 amministrazioni.

“Piuttosto  – si chiede Febbo – la domanda che mi faccio da molto tempo è questa: perché quando il partito di Acerbo era parte della maggioranza che governava questa Regione e al tempo stesso erano in mano al centrosinistra anche Provincia e Ministero dell’Ambiente la tanto invocata perimetrazione non è stata portata a termine? I firmatari del comunicato sono a conoscenza del fatto che a Torino di Sangro, dove governa la sinistra, è stato indetto un referendum attraverso il quale il 95% della popolazione si è detta contraria al Parco?”.

Infine, non poteva mancare una frecciatina sulla campagna elettorale, partita forse con notevole anticipo, e la ricerca di visibilità: “Sono convinto che – conclude Febbo – una soluzione sarà trovata in quanto con il Ministero si sta lavorando alla elaborazione di una proposta concreta. Al contrario di Acerbo la nostra priorità non è certo la ricerca di spazio sui media ma quella di portare a termine un progetto di sviluppo che sia la migliore risposta alle reali vocazioni e alle concrete esigenze del nostro territorio”.

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